Trieste guarda sotto terra: l’idea dei parcheggi sotterranei nelle gallerie antiaeree (VIDEO)

Urbanistica, Porto Vecchio e sviluppo del territorio 🏗️: da questi temi è partita la diretta di Trieste Cafe dalla terrazza FotoMauro, dove l’assessore comunale Michele Babuder ha tracciato il futuro della città, soffermandosi su un’idea che sta già facendo discutere: trasformare alcune gallerie cittadine in parcheggi sotterranei.
«Trieste ha un patrimonio unico nel sottosuolo – ha spiegato Babuder – con decine di gallerie nate come rifugi antiaerei, oggi in gran parte inutilizzate. Una di queste, la Kleine Berlin, ha trovato una funzione culturale e turistica. Ma altre potrebbero diventare infrastrutture moderne, utili e sostenibili. L’obiettivo è ridurre la pressione dei parcheggi in superficie e restituire spazio e vivibilità alla città».
L’assessore ha citato in particolare la galleria sotto San Giacomo, all’altezza di viale D’Annunzio e piazza Puecher, che potrebbe ospitare un grande parcheggio multipiano sotterraneo con collegamenti pedonali verso il centro. «È una soluzione già sperimentata in città come Spoleto e altre realtà europee – ha aggiunto – e a Trieste avrebbe un impatto positivo sia per i residenti che per il commercio. Ci sono ditte interessate a investire: serve ora un confronto con la parte pubblica per verificare la fattibilità tecnica ed economica».
L’idea si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione urbana e mobilità integrata su cui l’amministrazione sta lavorando. «Non inventiamo posti auto dal nulla – ha precisato Babuder – ma dobbiamo avere il coraggio di sostenere anche le iniziative private, se utili al bene collettivo».
Accanto ai progetti sotterranei, prosegue il piano delle nuove rotonde: entro ottobre sarà pronto il progetto esecutivo per quella di Campi Elisi, mentre sono già finanziate anche le opere di via dell’Istria, Largo Pestalozzi e Piazza Goldoni, con lavori previsti nel 2026.
Babuder ha ricordato anche il successo del nuovo parcheggio temporaneo in Largo Santos, aperto per la Barcolana, e ha sottolineato il potenziamento del trasporto pubblico grazie alla collaborazione con Regione e Trenitalia.
In chiusura, uno sguardo al futuro del Porto Vecchio, dove la pianificazione territoriale si intreccia con cultura e sviluppo economico. «Trieste sta cambiando volto – ha detto l’assessore – ma deve farlo senza perdere la sua identità. Le infrastrutture sono importanti, ma lo è anche il modo in cui sapremo viverle».
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