Trieste e gli spazi LGBTQIA+, Arcigay: «Difficile organizzare, molti locali ci hanno detto di no» (VIDEO)

Trovare a Trieste un locale disposto a ospitare Queerida, la serata LGBTQIA+ promossa da Arcigay Trieste Arcobaleno, non è stato semplice. A raccontarlo è Alex Lunardon, presidente dell’associazione, che durante la diretta di Trieste Cafe dedicata all’avvicinamento all’FVG Pride ha descritto le difficoltà incontrate prima di arrivare all’attuale collaborazione con il White Cafè.
«Proprio non ci sono spazi ed è difficile organizzare», ha spiegato Lunardon, portando al centro del confronto una questione che va oltre la singola serata e riguarda, nella sua esperienza, la possibilità di trovare luoghi disponibili per appuntamenti LGBTQIA+ in città.
«Prima di trovare il White ho girato lungo tutto il centro»
Il racconto di Lunardon parte dalla ricerca di una sede per Queerida.
Prima di arrivare alla soluzione attuale, il presidente di Arcigay Trieste Arcobaleno riferisce di aver contattato diversi locali.
«Prima di trovare White ho girato lungo tutto il centro città e molte persone ci hanno rifiutate», ha raccontato.
Un percorso che, nelle parole di Lunardon, restituisce la difficoltà di trovare uno spazio nel quale costruire una serata continuativa e riconoscibile.
La questione, tuttavia, non viene ricondotta a una sola causa. Tra gli elementi citati durante la trasmissione ci sono infatti anche problemi più generali che possono riguardare i locali, come il rapporto con il vicinato e la possibilità di proporre musica fino a tarda sera.
La domanda: semplici difficoltà organizzative o anche discriminazione?
È stato Luca Marsi a porre direttamente la questione durante la trasmissione: dietro alcuni dei rifiuti ricevuti poteva esserci una componente legata al carattere LGBTQIA+ della serata oppure si trattava esclusivamente di normali difficoltà organizzative?
Lunardon ha risposto distinguendo chiaramente la propria percezione dalle motivazioni esplicitamente comunicate dai locali.
«Secondo me è un po’ entrambe», ha affermato.
Subito dopo, però, è arrivata una precisazione importante: «Ovviamente non lo dicono mai a voce, quindi andiamo un po’ a dedurre dall’atteggiamento che hanno nei nostri confronti».
Non vengono dunque indicati locali specifici ai quali attribuire comportamenti discriminatori e, nel materiale della diretta, non vengono riportate frasi esplicitamente omofobe pronunciate dai gestori. Quella espressa da Lunardon rimane la sua lettura personale di alcuni atteggiamenti incontrati durante la ricerca.
Queerida ha trovato casa al White Cafè
Dopo le difficoltà iniziali, Queerida ha trovato il proprio spazio al White Cafè di via Genova 21, diventato il punto di riferimento degli appuntamenti organizzati da Arcigay Trieste Arcobaleno.
Il bilancio tracciato da Lunardon è positivo. Alle persone che partecipano abitualmente si aggiunge infatti un ricambio di pubblico, con studenti, persone che tornano a Trieste dopo periodi trascorsi fuori città e anche qualche turista.
«Molto, molto bene, veramente», ha risposto Lunardon parlando dell'andamento delle serate nel corso del 2026.
Particolarmente significativo è il periodo tra settembre e ottobre, quando in città arrivano anche nuovi studenti universitari.
Il ritorno di Queerida verso l’FVG Pride
Il prossimo appuntamento rappresenta inoltre una tappa di avvicinamento all’FVG Pride del 3 ottobre a Udine.
Queerida torna venerdì 25 settembre al White Cafè e, dopo la pausa estiva dovuta alle temperature elevate, ritorna anche il DJ set.
Lunardon ha spiegato che da maggio le serate sono state utilizzate anche per promuovere e sostenere il Pride regionale, attraverso banchetti, gadget e raccolta fondi.
Da una ricerca iniziale segnata, secondo il suo racconto, da numerosi rifiuti, Queerida è riuscita quindi a costruire a Trieste un appuntamento stabile. Ma proprio quell’esperienza porta Lunardon a sollevare una questione più ampia: quella degli spazi disponibili in città per organizzare serate e momenti di aggregazione LGBTQIA+.
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