Trieste, Donata Vianelli sul gender gap: “Le rettrici in Italia sono ancora meno del 20%” (VIDEO)
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L’elezione di Donata Vianelli alla guida dell’Università di Trieste rappresenta un risultato importante anche perché si inserisce in un contesto nazionale in cui le donne continuano a essere una minoranza nelle posizioni di vertice degli atenei.
Durante l’intervista rilasciata al Pedocin, la rettrice ha ricordato come le donne che guidano le università italiane siano ancora meno del 20 per cento del totale. Un dato che fotografa una realtà ancora caratterizzata da un significativo squilibrio di genere.
Pur in presenza di un numero crescente di studentesse e laureate, il passaggio verso i ruoli di maggiore responsabilità continua infatti a presentare ostacoli che incidono sul percorso professionale femminile.
Un cambiamento che richiede tempo
Secondo Vianelli, il cambiamento è comunque in corso.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate iniziative e strumenti pensati per favorire una maggiore partecipazione delle donne nei percorsi accademici e professionali, ma il superamento delle disparità richiede ancora tempo.
La rettrice sottolinea come i progressi non siano frutto di singoli episodi, ma di un'evoluzione culturale che coinvolge l’intera società.
L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero delle donne nei ruoli di responsabilità, ma costruire condizioni che permettano a ciascuno di sviluppare il proprio percorso senza ostacoli legati al genere.
Il ruolo delle nuove generazioni
Uno degli aspetti che la rettrice osserva con maggiore ottimismo riguarda il cambiamento delle nuove generazioni.
Rispetto a trent’anni fa, evidenzia, i giovani uomini partecipano molto più attivamente alla gestione della vita familiare e alla cura dei figli.
Si tratta di un elemento che può contribuire in maniera significativa a ridurre gli squilibri storicamente esistenti tra uomini e donne nella carriera professionale.
Una maggiore condivisione delle responsabilità familiari permette infatti alle donne di affrontare percorsi lavorativi complessi con condizioni più equilibrate rispetto al passato.
La leadership come esempio
Per Donata Vianelli il valore della sua nomina non risiede soltanto nell’aspetto istituzionale.
La presenza di una donna alla guida dell’ateneo può rappresentare un messaggio concreto per le studentesse che oggi frequentano l’università.
Vedere una donna ricoprire una delle più alte cariche accademiche può contribuire a rafforzare la convinzione che determinazione, competenza e preparazione possano davvero consentire di raggiungere qualsiasi traguardo professionale.
Un percorso ancora aperto
La riduzione del gender gap resta dunque una delle sfide aperte del mondo accademico italiano.
Le parole della rettrice dell’Università di Trieste evidenziano come siano stati compiuti passi avanti significativi ma anche come esistano ancora margini importanti di miglioramento.
La strada verso una piena parità appare avviata, ma richiede continuità, investimenti culturali e una costante attenzione ai meccanismi che ancora oggi possono limitare le opportunità di crescita professionale delle donne.
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