Trieste, affitti rivoluzionati: il 75% dei nuovi contratti è a canone concordato

È stata presentata oggi a Trieste l’Indagine 2025 sui contratti di locazione a canone concordato, promossa da UNSICASA – Associazione Nazionale Proprietari Immobiliari, FE.N.I.T. – Federazione Nazionale Inquilini e Territorio e FIAIP – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, con il coinvolgimento diretto di proprietari, agenti immobiliari e inquilini.
Lo studio offre una fotografia dettagliata e attuale del mercato locale, evidenziando come il canone concordato sia ormai diventato la modalità prevalente nelle locazioni triestine.
Canone concordato scelto nel 75% dei nuovi contratti
Secondo i dati raccolti, oltre tre quarti dei contratti stipulati a Trieste nel 2025 ricadono nel regime del canone concordato. Un risultato che conferma una tendenza consolidata negli ultimi anni e che trova motivazioni chiare sia per i proprietari sia per gli inquilini:
– vantaggi fiscali significativi, come la cedolare secca al 10% e la riduzione dell’ILIA,
– canoni più sostenibili per chi affitta,
– maggiore stabilità contrattuale.
Il presidente provinciale UNSICASA, Pier Paolo Della Valle, definisce l’indagine “un primo vero punto di osservazione condiviso sui bisogni del mercato”, ricordando che “lo strumento funziona solo se accompagnato da trasparenza e regole chiare”.
Cosa chiedono oggi gli inquilini
Dallo studio emergono preferenze molto nette: studenti, lavoratori fuori sede e giovani coppie rappresentano le categorie prevalenti tra i conduttori.
Le richieste principali riguardano:
– appartamenti completamente arredati,
– presenza di cucina attrezzata,
– zone servite dai mezzi pubblici,
– spese condominiali contenute,
– disponibilità di balcone o terrazzo.
Il presidente FIAIP Trieste, Filippo Avanzini, conferma che «oggi la domanda punta quasi esclusivamente su immobili arredati, uno standard imprescindibile per studenti e lavoratori temporanei».
Le criticità dell’Accordo Territoriale: chiarezza e semplificazione
Uno dei punti più discussi emersi dall’indagine riguarda la struttura dell’Accordo Territoriale vigente a Trieste.
Operatori e proprietari segnalano:
– difficoltà nell’individuare zone e sub-fasce,
– scarsa chiarezza di alcune maggiorazioni e riduzioni,
– criteri da aggiornare per riflettere meglio il patrimonio immobiliare attuale,
– eccessiva rigidità dei contratti transitori, poco adatti alle esigenze reali di chi si sposta per studio, lavoro, motivi di cura o formazione non universitaria.
Secondo Avanzini, «servono strumenti più semplici e scritti meglio, per tutelare chi affitta e chi mette a disposizione l'immobile».
Il punto di vista degli inquilini
Per FE.N.I.T., il responsabile regionale Denni Tion sottolinea che “gli inquilini chiedono chiarezza: vogliono capire subito fascia, maggiorazioni e criteri applicati”.
Lavorare insieme – spiegano le associazioni – permette di individuare correttivi equilibrati e di costruire un sistema più trasparente e affidabile per tutti.
Contratti transitori troppo rigidi: la richiesta di maggiore flessibilità
Uno dei temi più ricorrenti riguarda i contratti transitori. Molti operatori segnalano che la normativa attuale non riesce a contemplare alcune situazioni temporanee frequenti, come rientri dall’estero, esigenze professionali brevi, corsi formativi non accademici o momentanea indisponibilità dell’abitazione principale.
La richiesta condivisa è quella di regole più flessibili ma verificabili, così da garantire al mercato una risposta adeguata alla mobilità crescente.
Verso un Accordo Territoriale più moderno
Dalla ricerca emerge un auspicio trasversale: aggiornare e semplificare l’Accordo Territoriale, rendendolo più coerente con le reali caratteristiche degli immobili e con le esigenze attuali di proprietari e inquilini.
Le categorie chiedono, fra l’altro:
– maggiore valorizzazione degli interventi di ristrutturazione,
– riconoscimento della qualità del mobilio recente,
– criteri chiari per la misurazione delle superfici,
– attenzione alle pertinenze come cantine e soffitte,
– un sistema più lineare per l’asseverazione.
La collaborazione tra UNSICASA, FE.N.I.T. e FIAIP, spiegano i promotori, punta proprio a fornire alle istituzioni strumenti tecnici per discutere un futuro aggiornamento condiviso.
Un mercato in trasformazione
L’indagine 2025 evidenzia un mercato triestino fortemente dinamico, caratterizzato da inquilini sempre più mobili, richieste orientate alla funzionalità e alla rapidità di utilizzo dell’immobile, e una crescente necessità di criteri semplici, moderni e in linea con le trasformazioni economiche e sociali della città.
foto sebastiano visintin
Articoli correlati
CronacaTragedia a Trieste, schianto mortale in via Alberti: moto tampona un bus, muore il centauro
Tragedia nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026 a Trieste. Un grave incidente stradale si è verificato attorno all'1 in via Alberti, fuori dalla galleria di San Vito , coinvolgendo una motocicletta e un autobus. Secondo le infor
CronacaTrieste, orari della movida: Questore frena sui cambiamenti, «Non vedrei tanto una necessità» (VIDEO)
Il questore di Trieste Lilia Fredella non ravvisa, sulla base dell’esperienza estiva, una particolare necessità di modificare gli orari previsti per la movida. Intervenendo nel confronto sulla richiesta di prolungare la fascia serale, ha ri
CronacaIl prefetto di Trieste: «I cittadini sono i migliori conoscitori delle situazioni che ci segnalano» (VIDEO)
Le segnalazioni dei cittadini rappresentano un contributo da prendere sul serio nella lettura dei problemi di sicurezza di Trieste. Il prefetto Giuseppe Petronzi lo ha sottolineato durante l’intervista dell’8 ottobre, richiamando la conosce
CronacaTrieste oltre la Barcolana, Dipiazza: «Un albergatore mi parla di sold out fino al 30 novembre» (VIDEO)
Trieste deve misurarsi con una presenza turistica che, secondo il sindaco Roberto Dipiazza, si estende anche ai periodi un tempo meno frequentati. Durante la diretta dal Villaggio Barcolana, il primo cittadino ha descritto una città in tras

