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Cronaca

«So cosa vuol dire stare in ospedale»: Mattia, 8 anni, porta i suoi giocattoli ai bambini del Burlo (VIDEO)

Andrea Pastine·
«So cosa vuol dire stare in ospedale»: Mattia, 8 anni, porta i suoi giocattoli ai bambini del Burlo (VIDEO)

C'è chi, a otto anni, pensa ai videogiochi. E c'è Mattia. Scout nel cuore e grande nell'animo, il piccolo triestino ha scelto di non tenere per sé i tanti giocattoli nuovi che aveva ricevuto, mettendoli da parte uno a uno con un'unica destinazione in mente: i bambini ricoverati all'Istituto per l'Infanzia Burlo Garofolo.
«So cosa vuol dire andare in ospedale ed essere ricoverati», ha spiegato il bambino con una semplicità che vale più di mille discorsi. E quella consapevolezza, vissuta sulla propria pelle, si è trasformata in un gesto concreto di solidarietà.
A portare quei doni fino ai letti del reparto di pediatria ci hanno pensato due ospiti speciali: Rumi delle Antrix e Batman. I due personaggi, indossati da volontari impegnati nel regalare magia ai piccoli pazienti, hanno varcato le porte del Burlo carichi di giocattoli e ancora più carichi di entusiasmo. Abbracci, risate, meraviglia negli occhi: quella stessa meraviglia che Mattia, da piccolo scout, aveva immaginato di accendere.
La visita si è trasformata in un pomeriggio di calore umano che ha rotto, almeno per qualche ora, la routine ospedaliera. I bambini ricoverati hanno potuto incontrare i loro eroi preferiti, ricevere un giocattolo nuovo e sentirsi, per un momento, al centro del mondo — come ogni bambino merita di essere.
Un gesto che parla di Trieste nella sua accezione più autentica: una città dove ancora ci si guarda, dove un bambino di terza elementare riesce a trasformare la propria esperienza di dolore in dono per gli altri. Lo spirito scout — il servizio come vocazione quotidiana — si è manifestato nella sua forma più pura, senza palcoscenici né proclami.

 Iniziativa a cura su Ernesto 

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