Scontro serale in via Molino a Vento, portapizze all'ospedale

Un sinistro stradale che ha coinvolto un portapizze alla guida di uno scooter, si è verificato nella serata di mercoledì 1 aprile 2026, attorno alle ore 22.25, in zona Molino a Vento a Trieste.
A intervenire nei primi momenti è stata una guardia giurata della STSEC Vigilanza, presente sul posto.
Intervento immediato per la sicurezza
In attesa dell’arrivo della Polizia locale, la guardia giurata ha provveduto a mettere in sicurezza l’area, gestendo la situazione per evitare ulteriori rischi alla circolazione. Lo scooterista, da quanto appreso, è caduto a terra a seguito di una mancata precedenza da parte di un'auto..
Un intervento rapido e concreto che ha contribuito a garantire la sicurezza dei veicoli in transito e delle persone coinvolte.
In attesa dei soccorsi
L’area è stata quindi presidiata fino all’arrivo delle forze dell’ordine, chiamate a effettuare i rilievi e a gestire le operazioni successive.
Sull’episodio interviene anche ASGRI – Associazione Sindacale Guardie Riunite d’Italia, che prende posizione dopo quanto accaduto, sottolineando come situazioni di questo tipo rappresentino una realtà sempre più frequente.
Secondo il sindacato, l’intervento della guardia giurata nel sinistro stradale evidenzia ancora una volta un vuoto normativo: operatori che, pur svolgendo funzioni di rilevanza pubblica, non dispongono di strumenti e tutele adeguate.
ASGRI evidenzia come le guardie giurate, già dal 2008 riconosciute come incaricati di pubblico servizio, si trovino spesso a operare in prima linea in contesti complessi — incidenti, emergenze e situazioni di sicurezza — ma senza poteri operativi chiari, formazione istituzionale strutturata e adeguate garanzie giuridiche.
“È un paradosso normativo che non può più essere tollerato”, sottolinea il sindacato, chiedendo una riforma che riconosca formalmente il ruolo svolto sul territorio.
Tra le richieste avanzate figurano il riconoscimento delle funzioni pubbliche, l’introduzione di strumenti operativi definiti, una formazione certificata e il rafforzamento delle tutele per gli operatori.
“Le guardie giurate non chiedono privilegi, ma coerenza”, è la posizione espressa, con l’annuncio di una possibile mobilitazione nazionale per portare il tema all’attenzione delle istituzioni.
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