Roncadin rinuncia all’acquisizione della Tirso: "Rischio troppo alto per la sostenibilità aziendale"

Dario Roncadin, CEO della Roncadin SpA SB, ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito alla mancata acquisizione dello stabilimento Tirso di Muggia, confermando che il gruppo ha deciso di non proseguire nel progetto per ragioni legate alla sostenibilità economica e alla tutela occupazionale interna.
Un’offerta iniziale da 5 milioni con condizioni precise
Secondo quanto spiegato dal manager, l’azienda aveva presentato un’offerta di 5 milioni di euro, subordinata alla possibilità di accedere allo stabilimento completamente libero entro maggio 2025, condizione considerata essenziale per avviare in tempi rapidi lo sviluppo industriale previsto.
Costi lievitati oltre ogni previsione
Nel corso dei mesi, durante i tavoli istituzionali e nelle trattative con la proprietà di Tirso, sono emersi numerosi elementi che hanno portato a rivalutare l’impegno economico necessario, stimando un investimento ben oltre il doppio rispetto alla proposta iniziale. “A fronte di questi nuovi scenari – ha spiegato Roncadin – il Consiglio d’Amministrazione ha agito con senso di responsabilità, ponendo al centro la tenuta dei conti e la sicurezza occupazionale delle persone che fanno parte dell’azienda”.
“Un rischio inaccettabile per Roncadin”
Il gruppo, leader nel settore della pizza surgelata, ha valutato che proseguire nell’operazione avrebbe potuto compromettere la stabilità finanziaria dell’impresa, con ripercussioni anche sull’organico attuale. Una posizione netta che, come sottolineato dall’amministratore delegato, nasce da una visione imprenditoriale fondata su realismo, prudenza e sostenibilità di lungo periodo.
Ipotesi alternative non compatibili con il piano industriale
Nel tentativo di trovare soluzioni alternative, la Regione Friuli Venezia Giulia aveva proposto altri siti industriali come possibili opzioni di rilocalizzazione per parte del personale Tirso. Tuttavia, Roncadin ha precisato che tali aree presentavano caratteristiche e dimensioni non compatibili con il progetto strategico dell’azienda.
Una decisione difficile ma necessaria
“Desidero ringraziare sinceramente tutti i soggetti istituzionali coinvolti per l’impegno e la disponibilità mostrati in questi mesi”, ha concluso Roncadin. “Ma un imprenditore ha il dovere di agire con lucidità e responsabilità. La decisione di non procedere è stata sofferta ma consapevole, perché solo così si può garantire continuità e sostenibilità economica nel lungo periodo”.
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