Riforma delle accise: il diesel è ora più caro della benzina
L'ultima legge di bilancio ha portato i prezzi dei carburanti a subire un aumento sostanziale, Basandosi sui dato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al 7 gennaio i prezzi medi nazionali hanno visto un incremento del divario tra i carburanti più comuni.
Mentre la benzina self service è scesa all' 1,65 €/litro quella del distributore è salita a 1,79 €/litro. Per quanto riguarda il diesel, il divario risulta anche peggiore, dove da 1,60 €/litro si è passato ad 1,80 €/litro. Altro dato che è stato riscontrato proprio in questi primi giorni del nuovo anno è che il prezzo della benzina continua a calare, raggiungendo la quota minima degli ultimi tre anni, mentre il diesel a salire, mantenendo stabilmente però una fascia di prezzo più altro risptto alla benzina. Con il riallineamento delle accise, voluto dal Pnrr per motivi ambientali e di bilancio, il gasolio ha quindi definitamente sorpassato gli altri carburanti.
Un nuovo meccanismo di compensazione diretta è stato introdotto perciò dalla Legge di Bilancio: per la benzina c'è una riduzione di 4,05 cent/litro sull'accisa, mentre la stessa cifra è stata caricata sul diesel. Nonostante il tempo di applicazione del piano fosse previsto per 5 anni, si è spinto sin dall'inizio per garantire le necessarie coperture della Legge di Bilancio 2026.
Come capita sempre d'altronde, modifiche di questo tipo portano anche lati negativi, che in questo caso vengono fatti notare dall'Unsic (Uniione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori) che commentano dicendo: “I maggiori costi porteranno all’aumento dei prezzi e i rincari colpiranno anche i tanti cittadini che usano i mezzi diesel. L’aumento delle accise sul gasolio, in vigore dal primo gennaio, rischia infatti di avere ripercussioni particolarmente negative specie per le aree interne e montane, con particolari rischi per la filiera agroalimentare, ma anche sul potere d’acquisto delle famiglie." e si conclude aggiungendo con: “L’aumento del gasolio, bene primario per il trasporto e non solo, comporta rischi significativi per aumenti consequenziali sulla produzione alimentare e di beni primari, con ricadute sull’economia familiare. In sostanza siamo fortemente penalizzati."
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