Quarto Grado, Sterpin si allena per la verità: "Voglio essere in forma quando arriverà giustizia per Lilly"

«Mi alleno ogni giorno, voglio arrivare pronto al momento della verità». Parole che suonano come un giuramento, quelle pronunciate da Claudio Sterpin, 86 anni, storico amico di Liliana Resinovich, intervenuto nella puntata di Quarto Grado andata in onda su Rete4. Maratoneta, ex autista di corriera, ex bersagliere, ma soprattutto figura centrale nella vicenda che da quasi quattro anni scuote Trieste e l’Italia: la scomparsa e la morte ancora misteriosa di Lilly.
L'allenamento per la verità (e per le Clamfe)
Sterpin racconta di allenarsi ogni giorno con una motivazione precisa: partecipare all’Olimpiade delle Clamfe, la tradizionale gara di tuffi triestina che si tiene a fine luglio, proprio nello stabilimento balneare Ausonia, frequentato assiduamente da Liliana. Ma anche per un altro motivo, più profondo e personale: «Voglio essere in forma per quel giorno in cui sapremo finalmente la verità su Lilly».
Allenamenti “fai da te” e accuse mai ritirate
In tv mostra orgogliosamente la sua insolita attrezzatura per il nuoto: galleggianti artigianali e ciabatte appesantite per esercitare la schiena. «Mi sono inventato tutto da solo – spiega – anche perché ogni vertebra va allenata. E poi ho aggiunto due chili di piombo per piede, e uno al collo, così alleno anche le cervicali». Un allenamento singolare, ma che – a suo dire – ha addirittura effetti miracolosi: «Negli ultimi vent’anni sono cresciuto di un centimetro».
Eppure, anche mentre si allena, Claudio non riesce a staccarsi dal pensiero di Lilly. E lancia l’ennesima stoccata a Sebastiano Visintin, marito della donna e suo storico antagonista nella vicenda. «La verità ce l’ha lui – dichiara convinto –. Non penso che sia stato lui l’artefice della morte di Lilly, ma di certo nulla può essere accaduto senza che lui lo sapesse». Accuse dirette, che Sterpin non ha mai smesso di reiterare.
Le lenzuola, i ricordi e un letto che non cambia
L’intervista, dai toni toccanti, si addentra anche nei dettagli più intimi: Claudio confessa di dormire ancora con le lenzuola che Lilly gli aveva regalato, lavate decine di volte ma mai sostituite. «Mi sveglio e penso a lei, vado a dormire e penso a lei – rivela –. È impossibile dimenticare. Non ho mai avuto il coraggio di cambiarle».
Sterpin ha più volte sostenuto di aver vissuto con Liliana un rapporto profondo, fatto di tenerezza e gesti significativi. Ma Visintin, dal canto suo, ha sempre negato che si trattasse di qualcosa più di un'amicizia. Claudio, però, ribatte: «Forse ho detto anche troppo. Ma, in fondo, l’ho fatto apposta. Per provocare».
Verso l'analisi dei reperti: il conto alla rovescia è iniziato
Nel frattempo, la giustizia muove i suoi lenti passi. L’8 settembre 2025 inizierà ufficialmente l’analisi dei reperti chiave dell’indagine: il cordino e i coltelli trovati a casa di Sebastiano. Saranno i periti nominati dal GIP ad esaminarli, e avranno 120 giorni di tempo per fare chiarezza. Una scadenza che cadrà proprio in coincidenza con il quarto anniversario della scomparsa di Liliana.
Un’attesa lunga, troppo lunga per chi – come Sterpin – aspetta risposte da anni. Ma lui, a modo suo, resiste. Tra tuffi, galleggianti fai da te e ricordi mai spenti, si prepara al "giorno della verità" come fosse la sua personale maratona finale.
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