Progetto BRAVE: Comune, Regione FVG e Università insieme per il futuro delle valli da pesca della Laguna di Grado

Un altro passo in avanti nella costruzione di un sistema strutturato di salvaguardia degli ecosistemi marini e costieri, con un focus sullo stato ambientale e sul ruolo ecologico del sistema delle valli da pesca. Si è svolto pochi giorni fa a Grado un incontro dedicato al progetto europeo BRAVE – Building Resilience and Adaptive Vision for the Adriatic Sea Environment, nato per condividere strategie e soluzioni per la tutela e la valorizzazione del comparto della vallicoltura lagunaretramite le sinergie tra Regione Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Trieste e Amministrazione comunale.
All’appuntamento hanno partecipato i funzionari del Servizio caccia e risorse ittiche della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione Friuli Venezia Giulia (Alberto Fonzo, Mauro Cosolo,Stefano Kutin ed Elena Vianello); i ricercatori componenti del gruppo di lavoro della Coastal Group dell'Università degli Studi di Trieste (Annelore Bezzi, Saverio Fracaros e Stefano Sponza) e i rappresentati dell’Amministrazione comunale di Grado, tra cui il sindaco Giuseppe Corbatto.
Nel sistema lagunare di Marano e Grado, le valli da pesca costituiscono un elemento di particolare rilevanza sia dal punto di vista storico-culturale sia sotto il profilo ambientale. Nel territorio di Grado, infatti, si concentra la maggior parte delle valli da pesca presenti nella Laguna: dei circa 1.700 ettari totali, circa 1.400 ricadono nella laguna gradese. Oltre a rappresentare la continuità di una pratica tradizionale secolare, questi ambienti svolgono una funzione di presidio ecologico, contribuendo alla conservazione di canali, bacini, velme, barene e vegetazione e sostenendo la tutela della biodiversità. È in questo contesto che si inseriscono le attività realizzate in Friuli Venezia Giulia nell’ambito di BRAVE, progetto finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027 che prevede tra i suoi scopi la protezione della natura e della biodiversità, la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e la salvaguardia degli ecosistemi marini e costieri. Una parte significativa delle azioni sviluppate sul territorio regionale è quindi dedicata alla Laguna di Marano e Grado e, nello specifico, allo studio delle condizioni ambientali e della funzione ecologica svolta dal sistema delle valli da pesca.
Durante l’incontro i funzionari regionali hanno illustrato gli obiettivi di BRAVE e le attività realizzate per impostare un quadro organico dello stato strutturale, ambientale e gestionale delle valli, tra criticità e opportunità, mentre i ricercatori dell'Università di Trieste hanno presentato le evidenze emerse delle azioni svolte sul territorio. Tra giugno e agosto 2026 sono stati oggetto di un primo rilievo gli argini delle valli della Laguna di Grado: su circa 72 chilometri complessivi, 43,6 chilometri risultano privi di dissesti evidenti, mentre in altri tratti sono state rilevate diverse forme di erosione e situazioni di criticità. Su queste verranno svolti ulteriori analisi (si ricorrerà a rilievi topografici e aerofotogrammetrici). Visto l’interesse nel costruire politiche efficaci di conservazione e valorizzazione ambientale delle valli, la collaborazione tra enti è assicurata, con ilComune di Grado che metterà a disposizione dati, informazioni e conoscenze in possesso dell'Ente; verranno poi condivise con Regione e Università iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte agli operatori e agli stakeholder del territorio, nella convinzione che la conoscenza del valore ambientale delle valli sia una condizione essenziale per costruire politiche efficaci di conservazione e valorizzazione.
A conclusione dell’incontro sono due le priorità emerse. Nei prossimi mesi, anche grazie alle basi conoscitive date dal progetto Brave, l’intenzione è stabilire un percorso condiviso con i soggetti istituzionali competenti per affrontare il tema della manutenzione e del ripristino delle arginature, in relazione alle attività di dragaggio dei canali lagunari e alla possibilità di un utilizzo mirato dei sedimenti.Infine, si lavorerà per promuovere, anche a livello politico e istituzionale, un più forte riconoscimento del valore ambientale e collettivo delle valli lagunari, elemento caratterizzante della Laguna di Marano e Grado e del sito Natura 2000, e di agire affinché possano essere individuate risorse dedicate alla conservazione e alla valorizzazione di questo patrimonio naturalistico e socioeconomico.
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