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Cronaca

Burlo porta nelle scuole diagnosi precoce e migliori competenze nella lettoscrittura

Luca Marsi·
 Burlo porta nelle scuole diagnosi precoce e migliori competenze nella lettoscrittura

Prevenzione, diagnosi precoce e innovazione didattica: sono questi i pilastri del nuovo progetto lanciato dall’Irccs Burlo Garofolo di Trieste, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Assessorato regionale all’Istruzione. L’iniziativa, intitolata “Alfabeto”, punta a migliorare le competenze di lettura e scrittura tra gli alunni delle classi prime e seconde delle scuole primarie del Friuli Venezia Giulia, e a individuare tempestivamente eventuali disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa).

Un piano triennale nelle scuole per educare e diagnosticare precocemente

Il progetto sarà attivo negli anni scolastici 2025-2026 e 2026-2027 e prevede l’applicazione di un metodo fonico-sillabico strutturato, sviluppato dalla dottoressa Luciana Ventriglia e dal professor Antonio Calvani, per migliorare le abilità di lettura e scrittura. Un intervento pensato non solo per favorire l’apprendimento, ma anche per ridurre gli accessi impropri ai servizi sanitari, evitando diagnosi errate di Dsa in presenza di semplici difficoltà scolastiche.

Secondo i dati forniti dall’Istituto, infatti, il 3,1% della popolazione scolastica regionale presenta reali disturbi specifici dell’apprendimento, ma il 30-40% delle visite per sospetto Dsa riguarda bambini con difficoltà superabili attraverso un approccio didattico più efficace.

Una sinergia tra sanità, scuola e ricerca accademica

A coordinare il progetto saranno le strutture complesse di Neuropsichiatria infantile e Epidemiologia clinica del Burlo, affiancate da una rete di professionisti e istituzioni accademiche. Tra questi, la dottoressa Nicole Mastrangelo, borsista del progetto, la professoressa Francesca Zanon dell’Università di Udine e la professoressa Elena Bortolotti dell’Università di Trieste.

Il metodo Alfabeto sarà testato con uno studio randomizzato e controllato, il primo su larga scala in Italia in questo ambito. L’obiettivo è duplice: potenziare le abilità linguistiche di base nei più piccoli e rafforzare il sistema di screening precoce per i Dsa, aumentando l’efficienza complessiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Una nuova cultura didattica che parte dai bambini

«Il metodo – sottolinea la dottoressa Isabella Lonciari, dirigente psicologo al Burlo – si basa su un approccio scientificamente fondato che aiuta concretamente i bambini a imparare a leggere e scrivere meglio. Le evidenze neurobiologiche ci indicano chiaramente che questo è il metodo più efficace».

La dottoressa Manuela Giangreco aggiunge: «Il nostro auspicio è che questo progetto migliori non solo le competenze individuali dei bambini, ma anche l’efficienza dell’intero sistema scolastico e sanitario. Una diagnosi corretta e tempestiva può cambiare la vita di un bambino e alleggerire il carico sulle strutture pubbliche».

Oltre 400 insegnanti già coinvolti

Il progetto è stato ufficialmente presentato alle scuole il 5 maggio 2025, ricevendo un’ampia adesione e suscitando grande interesse tra i docenti e i dirigenti scolastici della regione: oltre 400 persone hanno partecipato all’incontro, segno tangibile della necessità sentita di strumenti concreti e scientificamente validi per affrontare con efficacia le sfide educative della scuola primaria.

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