Prodi a Avvenire, 'Trump e Putin? Il mondo in mano agli autocrati'

Romano Prodi ripete come un mantra: 'Nella Ue divisi scompariamo'. E, davanti al caos mondiale di queste settimane, in un'intervista che sarà pubblicata domani da Avvenire, afferma: 'La premessa per tornare a essere rispettati come Unione è rimettere insieme politica ed economia: vanno messi allora al servizio comune l'arma nucleare e il diritto di veto all'Onu di cui oggi dispone la Francia. Da Macron è giunto un piccolo passo in questa direzione'. Quanto all'attacco di Usa e Israele all'Iran, l'ex presidente della Commissione europea e del Consiglio afferma: 'Il mondo è finito in mano agli autocrati. Trump? I suoi atti non mi sembrano da liberatore dei popoli. E torna sempre più profetica la frase di papa Francesco sulla "guerra mondiale a pezzi"'. Quindi denuncia: 'Ora gli Usa vendono più armi e la Russia più petrolio'. Poi un'illazione alla luce dei vari colloqui fra Trump e Putin: 'Il gas russo? Non è peregrino ipotizzare che ci torneremo quando in Nord Stream entreranno altri investitori, fra i quali gli americani'. Sull'utilizzo delle basi, il professore non enfatizza l'annuncio del primo ministro spagnolo Sanchez: 'A me pare che anche la Spagna, facendo parte dell'Alleanza atlantica, sull'aspetto logistico finora le abbia concesse come noi. Anche qui il punto vero è, invece: c'è una linea comune Ue?'. Quanto all'intervento della premier Meloni in Parlamento, Prodi è laconico: 'Verba volant. È molto allineata a Trump, stare dentro il Board of peace seduti sullo strapuntino non ha senso. La decisione che deve prendere è soprattutto il cambio di linea sull'unanimità, altrimenti indirizza l'Europa verso la nullità'. (ANSA). RED-PNZ
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