Porti ed Europa, Cisint "difendere ruolo del Mediterraneo a partire dall'Alto Adriatico"

“Monfalcone e Trieste devono essere riconosciuti come asset centrali nella strategia portuale europea". È il messaggio emerso ieri al Propeller Club di Monfalcone, nel confronto con l’eurodeputata Anna Maria Cisint. Si è svolta ieri 16 febbraio. nella Sala Conferenze di Marina Lepanto a Monfalcone, la conferenza dal titolo “Porti e competitività europea: le sfide del 2026”, promossa dal Propeller Club locale. Ospite dell’incontro l’on. Anna Maria Cisint, europarlamentare e componente della Commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento europeo, intervistata dal giornalista Riccardo Coretti. Al centro del dibattito il ruolo del sistema Monfalcone–Trieste nella nuova strategia europea sui porti. “Il sistema portuale dell’Alto Adriatico non è una realtà periferica: è una piattaforma strategica europea”, ha affermato Cisint, sottolineando come Trieste rappresenti uno snodo internazionale con forte vocazione ferroviaria verso l’Europa centrale e orientale, mentre Monfalcone si distingua per la specializzazione nei traffici industriali, project cargo, automotive e materiali strategici.
In un contesto segnato dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni nel Mar Rosso e dalla ridefinizione delle rotte energetiche, l’Alto Adriatico viene indicato come la via più corta tra Mediterraneo ed Europa centro-orientale. Secondo l’eurodeputata, la politica europea non può più concentrarsi esclusivamente sul Northern Range, ma deve riconoscere al Mediterraneo e all’Adriatico un ruolo strutturale negli equilibri commerciali dell’Unione. Ampio spazio è stato dedicato al concetto di “strategia portuale integrata”. Per Cisint significa superare la visione del porto come semplice infrastruttura logistica e considerarlo invece nodo in cui si intrecciano commercio, energia, industria, sicurezza e lavoro. Quattro i pilastri indicati: intermodalità reale, con il rafforzamento dei collegamenti ferroviari e stradali anche attraverso le reti TEN-T; ruolo energetico, con elettrificazione delle banchine e sviluppo di nuove filiere; digitalizzazione e protezione delle infrastrutture critiche; governance capace di coniugare apertura agli investimenti e controllo strategico pubblico.
Particolare attenzione è stata riservata all’estensione del sistema ETS al trasporto marittimo. Pur riconoscendone l’obiettivo ambientale, Cisint ha evidenziato il rischio di effetti distorsivi se i costi di scalo nei porti europei dovessero risultare significativamente più alti rispetto agli scali extra-UE. Un eventuale spostamento delle rotte, ha osservato, avrebbe impatti diretti sulle filiere produttive del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, dell’Austria meridionale e dell’area danubiana. Da qui la richiesta di un monitoraggio attento degli effetti e di eventuali correttivi prima che le conseguenze diventino strutturali.
Nel passaggio finale dell’incontro, l’eurodeputata ha ribadito la necessità di rafforzare la funzione di porta verso l’Europa centro-orientale, integrare porto e sistema industriale, sviluppare una piattaforma energetica competitiva e garantire sicurezza fisica e digitale delle infrastrutture. “Meno ideologia e più pragmatismo”, ha concluso, indicando come priorità investimenti mirati e ascolto dei territori in una fase decisiva per la competitività della Blue Economy europea”.
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