Porta a Porta: truffe ad anziani, servizio shock che racconta l’incubo vissuto da una triestina di 83 anni

È andato in onda nella serata di giovedì 16 ottobre 2025, su Rai 1, durante la trasmissione “Porta a Porta” condotta da Bruno Vespa, un toccante servizio dedicato al drammatico fenomeno delle truffe agli anziani, con focus su un caso avvenuto proprio a Trieste. Tra gli ospiti in studio anche il direttore del settimanale Vero Nicola Santini.
Protagonista della vicenda è Lucilla, 83 anni, vittima della cosiddetta “truffa del finto incidente”, una delle più subdole e diffuse nel nostro Paese. “Mi ha suonato il telefono – racconta la donna – e mi hanno detto: siamo i carabinieri, suo figlio ha avuto un incidente. Ho pensato subito a una truffa, ma poi mi hanno detto: signora, scherziamo? siamo carabinieri seri”.
Da lì, un crescendo di angoscia e manipolazione. La voce al telefono le fa credere che il figlio rischi il carcere, e che per evitarlo serva un risarcimento immediato. “Mi hanno chiesto se avevo soldi o oro in casa – spiega Lucilla –. Ho detto di sì, e mi hanno detto di legare tutto in un fazzoletto e consegnarlo a un uomo che sarebbe venuto a prenderlo.”
Quel “carabiniere” non era altro che un truffatore appartenente a un’organizzazione criminale sgominata proprio dai Carabinieri di Trieste, nell’ambito dell’operazione “Fumo del Vesuvio”.
Il servizio andato in onda ha mostrato le immagini reali dell’indagine, in cui i militari hanno arrestato dieci persone appartenenti a un gruppo criminale con base a Napoli, specializzato in truffe telefoniche a danno di anziani in tutto il Nord Italia.
“Il nome dell’operazione – spiega un investigatore nel servizio – deriva dal modo in cui questi criminali ‘annebbiavano la vista’ delle vittime, confondendole con bugie e falsi allarmi. Da Napoli partivano le telefonate, mentre in ogni città c’erano delle ‘squadre’ incaricate di ritirare i soldi e i gioielli.”
A Lucilla hanno portato via tutti i risparmi e i ricordi di una vita: “Mi hanno preso tutto – racconta con la voce rotta dall’emozione –. I ricordi di mio marito, le fedi, le collane, l’anello di fidanzamento. In quel momento sono andata nel panico, pensavo solo a mio figlio, avevo paura che finisse in galera.”
Il servizio di Porta a Porta ha messo in luce non solo il dolore delle vittime, ma anche la prontezza e la professionalità dei Carabinieri di Trieste, che grazie a un’intensa attività investigativa hanno colpito duramente un sistema criminale organizzato e diffuso.
Un racconto che vuole essere anche un monito: mai fidarsi di chi, al telefono, chiede denaro o gioielli per “aiutare un parente in difficoltà”. Le forze dell’ordine ricordano che nessun carabiniere o poliziotto chiede soldi o oggetti di valore, e invitano sempre a contattare il 112 in caso di dubbi o sospetti.
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