“Non l’odio, ma l’empatia ci salverà”: il monito di una triestina tocca le coscienze

Un post pubblicato nelle scorse ore da una triestina sta facendo il giro dei social locali per la sua forza e autenticità. Nessuna polemica politica, nessuna presa di posizione ideologica, solo una riflessione profonda e amara su quanto sia facile oggi generare odio per futili motivi, anche partendo da qualcosa di banale come un commento sotto un post.
«Me rendo conto de come purtroppo inizia le guerre. Basta poco niente ormai per innescar odio tra persone e viver con addosso sentimenti de rabbia verso el prossimo», scrive la donna, esprimendo tutta la propria delusione per un clima che sente sempre più teso, anche nelle relazioni quotidiane.
Parole semplici, ma potenti, che raccontano una realtà sempre più comune: si litiga per un post, ci si giudica in modo spietato, ci si scaglia l’uno contro l’altro senza conoscere davvero la storia dell’altro. «Se tendi a toccar sul personale e nel vivo una persona della quale non se sa niente, solo per un stupido post, ma se rendemo conto?!?», scrive ancora.
La triestina non invoca religione o dogmi, ma invita semplicemente a riscoprire un po’ di amorevolezza e umanità nei rapporti quotidiani. Nessuna predica, solo un richiamo al buon senso: «E non che voio dir per forza 'Andè in ciesa se non lo senti', ma almeno aver un minimo de modi umani verso che incontremo».
Il messaggio è diretto, senza filtri, e parla al cuore di molti. «Me dispiasi tanto che se stemo perdendo quando invece podessimo esser unidi», continua la riflessione, sottolineando un paradosso doloroso: ci si divide per tutto, quando basterebbe poco per stringersi la mano, capirsi, restare umani.
La conclusione è forse la parte più forte di tutto il messaggio: «Ma come podemo pensar che una cavolo de guerra dove fioi mori de fame – e non solo – possa finir, se non semo boni neanche de tenderse la man e aver empatia e capirse neanche qua tra de noi???».
Un pensiero che ha raccolto numerosi consensi e condivisioni, forse perché in un’epoca di urla e giudizi, il bisogno di parole autentiche e gentili è più forte che mai.
foto sebastiano visintin
Articoli correlati
CronacaDa piazza Libertà a “Piazza del Mondo”: idea di un triestino per riconoscere lavoro dei volontari
Rinominare ufficialmente piazza Libertà in “Piazza del Mondo”, modificandone la denominazione nella toponomastica cittadina. È la proposta di un cittadino triestino che vorrebbe riconoscere, attraverso questo cambiamento, l’impegno delle as
CronacaTrieste, Sara Lombardi e le avversarie forti: «Mi piace fare pugilato con le persone forti» (VIDEO)
Affrontare avversarie forti ha aiutato Sara Lombardi a crescere, anche quando il risultato è stato una sconfitta. La campionessa italiana dei supermosca ha raccontato di cercare nel confronto difficile uno stimolo sportivo e mentale, attrib
CronacaDiscoteche, Riki Ramazzina difende il biglietto: «È giusto che uno paghi l’ingresso» (VIDEO)
Il biglietto d’ingresso come riconoscimento del lavoro, della musica e dei servizi offerti da una discoteca. È la posizione sostenuta da Riki Ramazzina durante il confronto con Demetrio Cuzzocrea sul nuovo Superfly di Cervignano del Friuli.
CronacaTrieste, sensitiva Clara: «Dovremmo imparare a pensare positivo anche nei momenti bui» (VIDEO)
Clara attribuisce una parte della negatività che percepiamo anche ai pensieri con cui affrontiamo le situazioni. Durante la diretta sui misteri a Trieste verso Halloween, la sensitiva e cartomante ha risposto a una domanda di Luca Marsi sul

