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Cronaca

Nei porti di Trieste e Monfalcone il primo impianto mobile d'Italia che protegge il mare dalle specie invasive

redazione·
Nei porti di Trieste e Monfalcone il primo impianto mobile d'Italia che protegge il mare dalle specie invasive

Un nuovo passo avanti per la tutela dell'ambiente marino e per la sostenibilità del sistema portuale del Friuli-Venezia Giulia. È entrato ufficialmente in servizio "Pure Ballast", il primo e unico impianto mobile in Italia dedicato al trattamento delle acque di zavorra provenienti dalle navi, realizzato e gestito da Itelyum Sea FVG. Le acque di zavorra, utilizzate dalle imbarcazioni per garantire stabilità e sicurezza durante la navigazione, rappresentano da decenni una delle principali vie di diffusione di specie acquatiche aliene e microorganismi potenzialmente dannosi per gli ecosistemi locali. Un problema riconosciuto a livello internazionale già dalla fine degli anni Ottanta e affrontato dall'International Maritime Organization (IMO) attraverso la Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra.

L'Adriatico è uno dei mari più produttivi del Mediterraneo e con un’elevata diversità di ecosistemi marini. Tuttavia, è anche uno dei più esposti alla pressione delle attività umane e del traffico navale. Le specie non indigene o aliene trasportate attraverso le acque di zavorra possono alterare gli equilibri di questi ecosistemi, competere con le specie autoctone e compromettere habitat di pregio come le praterie di Posidonia. Per questo il controllo delle acque di zavorra è considerato a livello internazionale uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuove contaminazioni biologiche dei mari. Grazie al Progetto ALIENA (Interreg Italia Croazia 2021-2027), di cui Arpa FVG è partner, sono state stimate nel Mediterraneo circa 1100 specie non indigene, delle quali circa 217 nel solo Adriatico e quasi 90 nel Golfo di Trieste. Si stima che almeno il 50% delle specie aliene nel Mare Adriatico sono state introdotte attraverso il traffico navale, rappresentando così il principale veicolo di introduzione per queste specie.  

L'entrata in funzione di Pure Ballast consente oggi ai porti di Trieste e Monfalcone di disporre di un servizio altamente specializzato per il trattamento delle acque di zavorra direttamente in banchina, contribuendo concretamente alla protezione dell'ecosistema dell'Alto Adriatico. L'impianto, completamente containerizzato e trasportabile, può operare in prossimità delle aree portuali e garantisce una capacità di trattamento fino a 300 metri cubi all'ora. Il processo si basa su una combinazione di filtrazione e trattamento mediante raggi ultravioletti (UV): una tecnologia che consente di eliminare particelle, organismi e microorganismi presenti nell'acqua senza ricorrere a sostanze chimiche, restituendo acqua trattata conforme agli standard internazionali.

"La tutela della biodiversità marina e la prevenzione dell'introduzione di specie invasive rappresentano una sfida globale che richiede strumenti concreti e innovativi. Con l'entrata in servizio di Pure Ballast mettiamo a disposizione del territorio una tecnologia unica nel panorama nazionale, capace di coniugare efficienza operativa e protezione dell'ambiente", sottolinea Alessandro Bullo, AD di Itelyum Sea FVG. La nuova soluzione è stata collaudata alla presenza dell'Autorità Marittima, dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, dei tecnici della Regione Friuli-Venezia Giulia e di Arpa FVG, confermandone la funzionalità. L'investimento si inserisce nel percorso di innovazione ambientale perseguito da Itelyum, che punta a sviluppare tecnologie sempre più avanzate per una gestione sostenibile delle risorse e dei servizi ambientali. Con Pure Ballast, il Friuli-Venezia Giulia si conferma laboratorio di eccellenza per la transizione ecologica applicata alla portualità e alla logistica marittima.

 

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