mercoledì 4 novembre 2026
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Cronaca

Monfalcone, riqualificazione dell’area ex Centrale: un abisso fra vecchio e nuovo progetto. Impegno per l’occupazione

Luca Marsi·
Monfalcone,  riqualificazione dell’area ex Centrale: un abisso fra vecchio e nuovo progetto. Impegno per l’occupazione

“L’intesa raggiunta con A2A porta a Monfalcone un vero e proprio cambiamento epocale in quanto - rispetto alle iniziali proposte della società energetica - consente una riqualificazione dell’intero comprensorio con la trasformazione degli assetti urbanistici cittadini e inserisce il nostro territorio al livello più alto dell’innovazione legata alla transizione ecologica con l’idrogeno verde. Non può essere sottovalutato il valore del progetto complessivo previsto che è stato possibile conseguire grazie alla determinazione dell’Amministrazione comunale, che ha condiviso con la regione e l’impegno del presidente Fedriga, l’obiettivo di perseguire quei risultati e le condizioni di fattibilità stabilite anche con il supporto di un proprio autorevole studio. Il primo risultato rilevante conseguito è stata l’immediata chiusura della produzione dell’impianto a carbone, fortemente inquinante, che A2A prevedeva di dismettere solamente dopo l’entrata in funzione di un nuovo impianto. A seguito delle difficoltà energetiche dovute al conflitto ucraino, tutte le centrali a carbone italiane erano state attivate nella loro piena potenzialità: solo Monfalcone, dopo l’accordo, è stata immediatamente dismessa grazie al decisivo intervento de vice ministro Gava.

“Aspetto fondamentale è poi la rigenerazione urbanistica che prevede la bonifica e il risanamento dell’area, con la demolizione di tutte le strutture, compreso l’attuale camino, accompagnata da un piano di investimenti di 60 milioni di euro - che non ha precedenti, per entità, in Italia - per la realizzazione di una darsena nautica, nel sito dove attraccavano le navi carboniere, e di edifici destinati all’innovazione, alla formazione e alla logistica. In questo modo sono state accolte le richieste del Comune per dare una prospettiva economica e occupazionale e per mettere a disposizione della città un vasto spazio riqualificato che, collegandosi al nuovo punto più a Nord del Mediterraneo, arricchirà l’assetto urbano e la dotazione di infrastrutture turistiche e produttive. La società A2A ha accolto le indicazioni stabilite nello studio comunale di riconversione e ha reso disponibile una mole significativa di risorse per un effettivo risanamento e recupero ambientale.

“Infine è previsto l’insediamento di un impianto di transizione energetica di nuova generazione che rientra pienamente nel percorso virtuoso stabilito dalla strategia europea di de-carbonizzazione attraverso l’uso di fonti alternative sostenibili con l’impiego, non marginale, di idrogeno verde e il cui funzionamento sarà limitato alle eventuali esigenze nei picchi di fabbisogno. L’insieme di questi interventi si configura come uno dei maggiori e migliori esempi virtuosi italiani e europei di riconversione di un comprensorio energetico che tuttavia quando il Comune presentò questo piano, venne accolto dalle opposizioni con profondo scetticismo, mentre ora è diventato realtà nella sua attuazione per rimuovere il degrado durato quarant’anni in un complesso che occupa ben 30 ettari cittadini.

“La prospettiva su cui si è attivato il Comune è stata sempre legata all’esigenza di assicurare anche la salvaguardia qualificata dell’occupazione e a questo scopo, l’Amministrazione comunale intende assicurare il proprio impegno in tutte le fasi realizzative nella interlocuzione con i vari soggetti e nell’ambito del Patto per il Lavoro, prevedendo anche la costituzione di un tavolo specifico che coinvolgendo direttamente le forze sociali e sindacali garantisca il valore primario rappresentato dal lavoro e dall’impiego sempre più qualificato del personale.

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