martedì 20 ottobre 2026
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Cronaca

Monfalcone, Polizia locale scopre autoarticolato sloveno con centralina manomessa per le emissioni: 4.500 euro di sanzioni

redazione·
Monfalcone, Polizia locale scopre autoarticolato sloveno con centralina manomessa per le emissioni: 4.500 euro di sanzioni

Una sofisticata alterazione elettronica allo scopo di modificare il funzionamento del motore e dei sistemi destinati al contenimento delle emissioni degli autoarticolati è stata scoperta dalla Polizia locale di Monfalcone durante un controllo su un mezzo immatricolato in Slovenia. L’accertamento si inserisce nell’attività avviata dal Comando per contrastare le manomissioni dei veicoli industriali, un fenomeno che incide non soltanto sul rispetto delle norme ambientali, ma anche sulla leale concorrenza tra aziende nel settore dell’autotrasporto. La verifica tecnica ha permesso di accertare che la centralina del motore era stata riprogrammata, rendendo il veicolo non più conforme alle caratteristiche di omologazione. Si tratta di alterazioni che possono intervenire sui software di gestione del propulsore e dei sistemi di trattamento dei gas di scarico, compromettendo l’efficacia dei dispositivi progettati per ridurre le sostanze inquinanti. Per individuare questo tipo di manipolazioni, sempre più difficili da rilevare attraverso i controlli tradizionali, da alcuni mesi il Comando si è dotato di uno specifico software, utilizzato da personale specializzato per analizzare i sistemi elettronici dei mezzi e individuare eventuali anomalie o modifiche.

«L’evoluzione tecnologica dei veicoli richiede che anche l’attività di controllo sappia evolversi e dotarsi di strumenti adeguati – dichiara il consigliere delegato alla Sicurezza e europarlamentare Anna Cisint. Le alterazioni elettroniche possono essere estremamente sofisticate e difficilmente riconoscibili dall’esterno, per questo abbiamo investito in una strumentazione specifica e nella professionalità della Polizia locale, che ora è in grado di effettuare controlli sempre più qualificati, intervenendo così anche su forme di illegalità nuove e tecnicamente complesse». Le conseguenze delle manomissioni non sono esclusivamente amministrative. L’alterazione dei dispositivi destinati al trattamento dei gas di scarico può determinare l’emissione di sostanze inquinanti superiori ai limiti previsti, vanificando la funzione di sistemi installati proprio per contenerne la dispersione nell’ambiente.

«Contrastare queste condotte significa agire contemporaneamente su più fronti – prosegue l’on. Cisint: tutelare la qualità dell’aria e quindi la salute dei cittadini, ma anche garantire condizioni di concorrenza corrette tra gli operatori economici. Chi interviene illegalmente sui propri mezzi non può ottenere un vantaggio a discapito delle imprese che sostengono i costi dovuti per mantenere i veicoli conformi alle norme. È una questione di rispetto delle regole e di equità nei confronti di chi lavora correttamente». A seguito dell’accertamento, al conducente e al proprietario dell’impresa sono state contestate sanzioni per complessivi 4.500 euro, accompagnate dal fermo amministrativo del complesso veicolare per tre mesi. Trattandosi di un mezzo con immatricolazione estera, le somme sono state corrisposte immediatamente.

 

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