Miss&Mister Trieste Cafe, Rebek: "Abbiamo creduto nei giovani, e la città ha risposto” (VIDEO)

In diretta dalla pista di pattinaggio di piazza Ponterosso, mentre la città si muove tra luci e musica, Stefano Rebek prende la parola con la calma di chi sa cosa c’è dietro ogni successo. Direttore artistico di Miss e Mister Trieste Cafe 2025, Rebek non racconta favole, ma metodo, lavoro e visione.
I numeri parlano chiaro. Oltre 1200 persone in Piazza Verdi nel 2024, un bis nel 2025 e un dettaglio che pesa come una dichiarazione d’intenti: “sold out già prima dell’inizio”. Non casualità, ma aspettativa. Il pubblico sapeva cosa stava per vedere.
Rebek sottolinea un concetto centrale: lo spettacolo non nasce la sera dell’evento. Nasce mesi prima, nei casting, nella selezione, nella costruzione di una squadra. “Qui non si improvvisa”, è il messaggio che attraversa tutto il suo intervento, anche quando non viene pronunciato apertamente.
Ringrazia la redazione di Trieste Cafe, la sua vice Elena Uxa, i presentatori, i collaboratori, gli sponsor. Ma soprattutto rivendica un’identità precisa: un concorso che non è solo bellezza, ma esperienza. Un palcoscenico vero, con più di mille persone davanti, luci, musica, ballo, ritmo.
Un tratto distintivo è l’attenzione al sociale. Rebek racconta la scelta di affiancare al concorso temi concreti come la guida sicura e l’educazione alimentare, non con slogan, ma con azioni. Mettere a disposizione specialisti, creare occasioni di confronto, offrire strumenti reali ai giovani. “Parlare è facile, agire è più utile”, sintetizza.
Altro elemento identitario è la parità. Miss e Mister insieme, sullo stesso palco, con la stessa dignità. Una scelta che racconta un’idea moderna di spettacolo, lontana dagli stereotipi e più vicina alla realtà di chi partecipa.
Quando Rebek parla dei ragazzi che si sono ritirati per timidezza e poi hanno scritto “cosa mi sono perso”, il senso diventa chiaro: questo concorso è un’occasione. Non solo per vincere, ma per crescere, esporsi, mettersi alla prova.
Dietro le quinte, tanto lavoro. Testi scritti, scalette curate, una macchina complessa che funziona perché qualcuno se ne assume la responsabilità. “Qui ci crediamo davvero”, è il sottotesto che accompagna ogni sua parola.
E mentre la pista continua a riempirsi di giovani pattinatori, Rebek resta lì, tra la gente, senza distanza. Perché il successo, quando è vero, non ha bisogno di alzare la voce. Sa farsi riconoscere.
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