martedì 29 settembre 2026
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Cronaca

Maxi frode fiscale nel settore dei metalli ferrosi, coinvolte 29 ditte in tutta Italia: giro d'affari di 30 milioni

Luca Marsi·

In data odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Caserta, hanno eseguito un'ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali emessa, su richiesta di questo Ufficio, dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di due imprenditori della provincia di Napoli (P.M. classe '61 e E.M. classe '56, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari) e di una fitta rete di aziende (ben 29 tra ditte individuali e società) operanti in diversi regioni del territorio nazionale, in quanto ritenuti coinvolti, a vario titolo, in una maxi frode fiscale nel settore dei metalli ferrosi.

Il provvedimento compendia gli esiti di una complessa indagine di polizia giudiziaria svolta dai militari della Compagnia di Capua sotto la direzione di magistrati di questa Procura della Repubblica i quali hanno individuato e compiutamente delineato una struttura associativa dedita all'emissione e all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti che, in soli cinque anni, era riuscita a realizzare un giro d'affari illecito di oltre 30 milioni di euro.

L'operazione, denominata "GOLDEN METAL", ha avuto origine nel 2018, a seguito di un controllo fiscale effettuato dai finanzieri nei confronti di una società con sede in Pontelatone (CE) e attiva nel commercio all'ingrosso di metalli ferrosi, nel cui ambito si era potuto accertare che la stessa fungeva da vera e propria "cartiera" a disposizione dell'intera organizzazione, attestando falsamente la vendita di grossi quantitativi di merce a favore di numerose aziende compiacenti.

Grazie, infatti, a mirate intercettazioni telefoniche e ad approfonditi accertamenti economico­ finanziari è stato possibile accertare come i titolari di queste aziende fossero consapevoli della falsità delle operazioni commerciali documentate nelle fatture emesse dalla società casertana, il cui utilizzo serviva unicamente a frodare il fisco attraverso la contabilizzazione di costi in realtà mai sostenuti.

In particolare, le aziende destinatarie pagavano regolarmente i relativi corrispettivi mediante bonifici bancari diretti alla società "cartiera" la quale, una volta ricevute le somme sui propri conti  correnti, procedeva a prelevarle in contanti e, dopo aver trattenuto una percentuale a titolo di compenso per il "servizio" reso (tra il 4 e il 10% dell'importo indicato in fattura), trasferiva la restante parte agli imprenditori che avevano disposto i bonifici iniziali.

Attraverso tale sistema fraudolento, le società beneficiarie hanno potuto usufruire di ingenti risparmi d'imposta derivanti dalla contabilizzazione di costi fittizi per oltre 30 milioni di euro nonché della relativa Iva a credito per oltre 16,5 milioni di euro, così realizzando proventi illeciti da evasione fiscale.

È stato, quindi, disposto il sequestro preventivo, anche in forma per equivalente, dei beni e delle disponibilità finanziare in capo agli indagati per un valore corrispondente ai predetti profitti, la cui esecuzione in varie regione italiane ha richiesto l'impiego di 70 finanzieri, gran parte dei quali messi a disposizione dal Comando Provinciale di Caserta.

 

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