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Cronaca

Maurizio Bucci: “Trieste perde numeri e milioni, serve svolta su infrastrutture e accoglienza” (VIDEO)

Luca Marsi·
Maurizio Bucci: “Trieste perde numeri e milioni, serve svolta su infrastrutture e accoglienza” (VIDEO)

Nel corso della diretta dedicata ai temi del turismo e dei grandi eventi, Maurizio Bucci, esperto di navi da crociera, ha tracciato una fotografia netta della situazione crocieristica triestina. Secondo quanto dichiarato, la stagione 2026 si prospetta caratterizzata da un calo sensibile dei passeggeri, nonostante un numero di toccate nave definito sostanzialmente simile agli anni precedenti. Il punto centrale del suo intervento non si è limitato ai numeri, ma ha evidenziato le conseguenze economiche e le possibili leve di rilancio.

Bucci: “Trieste perde quasi 200.000 passeggeri”
Durante il confronto in studio, Bucci ha citato dati precisi, ponendo a paragone il 2024 e il 2026. “Nel 2024 avevamo 540.000 passeggeri, nel 2026 ne avremo 360”, ha affermato, quantificando una perdita di “quasi 200.000 passeggeri”. Una riduzione che, secondo la sua analisi, non rappresenta un semplice scostamento statistico, ma un elemento capace di incidere in modo diretto sull’indotto cittadino.

Le ricadute economiche: “17,5 milioni di euro in meno”
Il passaggio più incisivo dell’intervento ha riguardato la dimensione economica del fenomeno. Bucci ha spiegato che la contrazione delle presenze si tradurrebbe, a suo dire, in una perdita per la città di 17.500.000 euro rispetto ai livelli del 2024, associando a questo scenario anche una stima occupazionale: “quasi 80 posti di lavoro”. Nel suo ragionamento, il settore crocieristico viene presentato come una componente strategica del sistema urbano, capace di generare benefici diffusi su commercio, servizi e filiera turistica.

“Le toccate restano simili, cambiano le dimensioni delle navi”
Bucci ha sottolineato come il nodo non sia tanto il numero degli scali, quanto la taglia delle navi. Le “100 130 toccate nave” previste per il 2026 sarebbero, secondo lui, solo leggermente inferiori rispetto al 2025. A cambiare sarebbe invece la dimensione delle unità impiegate, definite “ben più piccole”, con una conseguente riduzione della capacità di trasporto passeggeri. Una dinamica che, nella sua lettura, trova origine in criticità infrastrutturali e operative.

Il nodo infrastrutture: “Serve allungare il molo”
Nel suo intervento, Bucci ha individuato nella stazione marittima e negli spazi di ormeggio uno dei principali limiti strutturali. Ha ricordato che la struttura nasce nel primo Novecento, progettata per transatlantici di un’altra epoca. L’immagine utilizzata è stata concreta: le grandi navi arriverebbero a ormeggiare “a mezza nave sulla banchina”. Da qui la richiesta esplicita: “La prima cosa da fare è l’allungamento del molo”. Secondo Bucci, senza risposte su questo fronte, alcune compagnie sarebbero costrette a ridimensionare le navi impiegate su Trieste.

“Manca sensibilità e conoscenza del mercato cruise”
Oltre agli aspetti tecnici, Bucci ha espresso una critica di natura istituzionale. “Non c’è sensibilità, non c’è attenzione su questo mondo”, ha dichiarato, parlando di una “scarsissima conoscenza del mercato”. Ha ricordato che la pianificazione crocieristica si muove con largo anticipo, spiegando che “il 2027 è già venduto” e che le stagioni successive vengono definite nei grandi eventi internazionali del settore.

La concorrenza dell’Alto Adriatico e il caso Capodistria
Nel dibattito è emerso anche il confronto con realtà concorrenti. Bucci ha citato Capodistria come esempio di presenza strutturata nei contesti decisionali internazionali, sottolineando come la competizione si giochi non solo sulla bellezza delle destinazioni, ma su promozione, relazioni e posizionamento.

Bucci: “Trieste perde passeggeri, ma l’accoglienza può cambiare tutto”
Pur delineando un quadro critico, Bucci ha indicato una prospettiva di rilancio. Secondo quanto affermato, Trieste dispone di elementi distintivi forti, a partire dalla possibilità di ormeggiare le navi “in pieno centro”. La vera differenza, nel suo ragionamento, può arrivare dalla qualità dell’accoglienza. “Quando uno scende a terra e trova un abbraccio della città, fa la differenza”, ha spiegato, intendendo servizi efficienti ma anche elementi simbolici capaci di lasciare un ricordo positivo nei crocieristi e negli operatori.

Servizi, immagine e reputazione internazionale
Nel suo intervento, Bucci ha collegato il concetto di accoglienza alla reputazione della destinazione. Non solo infrastrutture, quindi, ma capacità di presentarsi come città organizzata, attrattiva e attenta all’esperienza del visitatore. Un approccio che, secondo l’esperto, può incidere sulle scelte future delle compagnie.

Il messaggio finale: una sfida ancora aperta
La linea emersa in diretta non è stata quella di un destino già scritto, ma di una sfida aperta. Il calo dei passeggeri viene descritto come un segnale serio, che impone riflessioni su infrastrutture, visione strategica e servizi. “Le soluzioni ci sono”, ha detto Bucci, indicando la necessità di un coordinamento tra istituzioni e operatori.

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