Mattino 5, l’avvocato di Sempio: “Indagine ridicola, quei 43mila euro non sono corruzione”

Nel programma Mattino 5 (Canale 5), condotto da Federica Panicucci, l’avvocato di Andrea Sempio è intervenuto dopo la perquisizione subita, premettendo che “prima di andare a fare i conti in tasca agli altri” occorre chiarire le ragioni dell’indagine. Secondo il difensore, l’ipotesi che dietro alcuni movimenti di denaro si celi una corruzione è «un’idea, a suo dire, ridicola».
“Quei 43mila euro in sei mesi non corrompono nessuno”
Il legale ha riferito che l’inchiesta guarda a un movimento di 43mila euro in sei mesi, periodo nel quale “il figlio di questa coppia era indagato per omicidio volontario”. Da qui le sue domande provocatorie: «Ammesso che ci sia stata ipotesi corruttiva, quanto avrebbe preso il PM Venditti? E gli agenti di PG? E gli avvocati?». Incalzato in studio, ha ribadito: «40mila euro in sei mesi non servono per corrompere nessuno», ricordando che “gli avvocati erano tre” e che «in sei mesi 10mila euro ciascuno non sono cifre incompatibili con l’attività professionale».
Il “pizzino” contestato: “Venditti vuol dire Procura, 20-30 sono euro per copie atti”
Al centro del confronto anche un appunto con la dicitura “Venditti – Gip – archiviazione – 20-30”. Alla domanda sul perché comparisse il nome Venditti, il legale ha spiegato: «Venditti vuol dire Procura, “Gip” vuol dire giudice per le indagini preliminari, “archivio” è il decreto di archiviazione. I 20-30 sono euro per le marche da bollo e i costi di copia degli atti (es. richiesta di rinvio a giudizio, decreto di archiviazione)».
Sulla data dell’appunto, il difensore ha sostenuto che sarebbe “dei primi di febbraio”, precedente alla richiesta di archiviazione (indicata in trasmissione come 15 marzo), aggiungendo però di non aver visto direttamente il foglietto: «Ho letto solo il decreto di perquisizione, dove c’è scritto “Venditti – Gip – archiviazione – 20-30 euro”. Non c’è data. La data ve la siete inventata voi».
Le rimostranze del legale: “Blitz mentre dovevo essere in aula”
Nel botta e risposta in studio, l’avvocato ha lamentato che il blitz sia avvenuto “mentre doveva essere in aula”, sostenendo di essere stato «distolto dalla funzione difensiva». Ha anche difeso la figura del PM Venditti, definendolo «magistrato integerrimo», e ha contestato l’idea che parlare di “indagine ridicola” equivalga a mancare di rispetto alle Procure coinvolte (Pavia e Brescia vengono richiamate durante il confronto in studio).
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