giovedì 5 novembre 2026
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Cronaca

Lo storico triestino Raul Pupo: "Foibe sono chiave per capire crisi ucraina"

Luca Marsi·
Lo storico triestino Raul Pupo: "Foibe sono chiave per capire crisi ucraina"

 "Le le storie di frontiera sono molto complicate e lo vediamo ancora oggi parlando della crisi ucraina. La Giulia è una Ucraina, cioè una terra di frontiera, in cui sono avvenuti esattamente gli stessi fenomeni. È una chiave, quella di ieri, per capire cosa succede oggi". Lo ha detto Raoul PUPO, docente di storia contemporanea all'Università di Trieste e tra i massimi esperti dell'esodo giuliano-dalmata e dei massacri delle foibe, intervenuto oggi come oratore ufficiale durante la seduta solenne del Consiglio regionale della Liguria per celebrare il Giorno del Ricordo. "C'è una parte di storia d'Italia non molto conosciuta ma importante perché ha riguardato una consistente fetta della popolazione italiana che ha molto sofferto, e questo ricordo va conservato - ha spiegato PUPO -. Un altro messaggio è quello della riconciliazione, che è stata faticosissima perché le ferite erano molto profonde. Sono dovuti passare molti decenni ma finalmente nel 2020 c'è stato un gesto simbolico molto forte, quello dei presidenti delle repubbliche d'Italia e Slovenia che si sono incontrati nei luoghi più duri della memoria, a Basovizza. Questo vuol dire che i processi di riconciliazione sono possibili. Ci vuole molta molta buona volontà".
Secondo PUPO "i paragoni facili sono quelli coi territori europei perché esiste un'unica fascia di crisi che parte dal Baltico, scende lungo tutta l'Europa orientale e sfocia nell'Adriatico, nel Mar Egeo, nel Mar Nero, dove storicamente nel Novecento sono avvenuti gli stessi fenomeni e continuano ad avvenire. Nel Medio Oriente c'è una situazione diversa, Israele è contemporaneamente uno stato coloniale e uno stato nazionale, c'è una presenza di altre popolazioni autoctone. È molto più complicato". "Purtroppo per troppi anni è stato tenuto un velo su quello che è successo, sulla sofferenza degli italiani giuliano-dalmati che hanno dovuto abbandonare le loro terre - ha commentato Gianmarco Medusei, presidente del Consiglio regionale -. La Liguria accolse migliaia di profughi e tante persone furono uccise e perseguitate dal regime di Tito e furono infoibate. Fu il presidente Cossiga nel '91 a inginocchiarsi sulla foiba di Basovizza, fu un momento molto importante per le istituzioni. Da lì ci fu un crescendo e oggi siamo qua a celebrare ogni anno per tramandare quello che è successo affinché non si ripetano gli orrori della storia e le persecuzioni che hanno subito gli italiani". 
Al termine della seduta la premiazione degli studenti che hanno vinto la XXII edizione del concorso bandito dal Consiglio regionale sulla tragedia delle foibe e sull'esodo dei giuliano dalmati, che rientra fra le iniziative promosse dalla legge regionale 29 del 24 dicembre 2004. (ITALPRESS). xa8/tvi/red

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