Linea d’Ombra: «Sono arrivati i sopravvissuti del fiume Kolpa». E le coperte non bastano più
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Ci sono cinque ragazzi che, secondo quanto raccontato da Linea d’Ombra, non sono riusciti ad arrivare. E ci sono quelli che sono sopravvissuti e che domenica sera hanno raggiunto Trieste, portandosi addosso il peso di quanto accaduto lungo il loro viaggio.
È da qui che parte il nuovo, drammatico appello pubblicato dall'associazione triestina il 29 settembre 2026.
«Domenica sera sono arrivati i sopravvissuti del fiume Kolpa dove sono annegati 5 ragazzi».
Poche parole che Linea d’Ombra accompagna con un'immagine durissima: quella di «corpi traumatizzati e martoriati dai confini di terra».
Il racconto e le informazioni sulla tragedia sono quelli riportati nel post dell'associazione. Ma l'appello guarda soprattutto alle prossime ore e ai prossimi giorni, perché a Trieste il freddo comincia a farsi sentire e, denuncia Linea d'Ombra, le coperte non bastano più.
«È l'ennesima tragedia»
Il post non nasconde la durezza del momento.
«È l’ennesima tragedia che ci restituisce corpi traumatizzati e martoriati dai confini di terra».
Dietro questa frase ci sono, nel racconto dell'associazione, i sopravvissuti arrivati domenica sera e il ricordo dei cinque ragazzi che Linea d'Ombra riferisce essere annegati nel fiume Kolpa.
Non vengono forniti altri particolari sulla tragedia. Non servono, nel messaggio dell'associazione, a spiegare ciò che accade adesso in piazza Libertà.
Perché chi è arrivato ha bisogno innanzitutto di qualcosa di estremamente semplice: ripararsi dal freddo.
«Le coperte non bastano mai»
È forse questa la frase che più di tutte restituisce l'urgenza dell'appello.
«Nonostante gli sforzi di tante persone, le coperte non bastano mai».
Non bastano perché, racconta Linea d'Ombra, alle difficoltà di chi si trova in strada si aggiungono ora il freddo e la pioggia.
«Il freddo, la pioggia, la vulnerabilità rende tutto difficile».
Una coperta, in queste condizioni, smette di essere un oggetto qualunque.
Diventa qualcosa da stringere attorno al corpo durante una notte fredda. Una protezione dalla pioggia e dalle temperature che scendono. Un piccolo argine quando, intorno, manca quasi tutto.
«Almeno 100 persone sono abbandonate in strada»
Il numero indicato da Linea d'Ombra fotografa la dimensione dell'emergenza denunciata dall'associazione.
«Almeno 100 persone sono abbandonate in strada in quest’autunno che annuncia il generale inverno».
È un'immagine potente: l'autunno appena iniziato e, dietro di lui, l'inverno che avanza.
Per chi ha un tetto, una stanza e un letto, il cambio di stagione significa temperature più basse.
Per chi dorme all'aperto, ogni grado in meno può trasformare la notte in qualcosa di molto diverso.
Ed è proprio davanti a questa prospettiva che Linea d'Ombra torna a rivolgersi direttamente alla città.
Un appello semplice: «Portate le coperte in piazza Libertà»
Non vengono chieste cose complicate.
Servono coperte.
«Ci appelliamo a tutti voi per un ulteriore impegno».
L'indicazione è precisa: chi può contribuire può portare le coperte in piazza Libertà, dove i volontari saranno presenti dalle 19 in poi.
Chi non può raggiungere direttamente la piazza viene invitato a mettersi in contatto con Linea d'Ombra: «Oppure, chiamateci, scriveteci».
È un appello rivolto a chiunque abbia la possibilità di dare una mano.
«Grazie per aiutarci a resistere»
Poi arriva l'ultima frase.
Non è una richiesta ulteriore. È un ringraziamento.
«Grazie per aiutarci a resistere».
Resistere al freddo che arriva. Alla pioggia. Alla scarsità di coperte. Alla necessità di ricominciare ogni sera sapendo che il giorno successivo potrebbero esserci ancora persone da aiutare.
Domenica, racconta Linea d'Ombra, a Trieste sono arrivati anche i sopravvissuti di una tragedia costata la vita a cinque ragazzi nel fiume Kolpa.
Adesso l'attenzione si sposta su chi è qui.
Secondo l'associazione sono almeno cento le persone in strada mentre l'autunno comincia a mostrare il volto dell'inverno.
E così, ancora una volta, da piazza Libertà parte una richiesta elementare quanto urgente: una coperta.
Per qualcuno può essere quella rimasta inutilizzata in un armadio.
Per qualcun altro, questa notte, può significare semplicemente un po' meno freddo.
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