Informazione e intelligenza artificiale, al Rotary Trieste il dibattito sulle nuove sfide dei media

La comunicazione ai tempi dei social, tra trasformazioni profonde, tendenze e sviluppo tecnologico, è stata al centro di una recente conviviale del Rotary Club Trieste, presieduto da Luciano Renni. L’incontro, ospitato all’Hotel Savoia, ha visto come relatore il giornalista Cristiano Degano, già presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, attuale consigliere nazionale dell’Ordine e per anni ai vertici della redazione della sede Rai regionale.
Dai social all’intelligenza artificiale, come cambia l’informazione
“Dai social all’Intelligenza Artificiale. Come sta cambiando l’informazione” è stato il titolo della relazione, sviluppata attraverso dati, aggiornamenti e analisi di scenario. Tra i punti evidenziati, il progressivo arretramento della televisione come fonte primaria di informazione, la crisi consolidata dei quotidiani cartacei e la crescita dei social network, in particolare nella fascia tra i 14 e i 29 anni. In questo segmento, sono stati citati livelli di utilizzo molto elevati per piattaforme come WhatsApp, YouTube, Instagram e TikTok, a conferma di una trasformazione strutturale delle abitudini informative.
Il capitolo intelligenza artificiale e il quadro normativo
Un approfondimento specifico è stato dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nell’informazione, tema che negli ultimi anni ha assunto anche una dimensione giuridica con l’entrata in vigore del Regolamento sulla Intelligenza Artificiale. Si tratta di un quadro normativo pensato per definire regole e limiti in un ambito in rapida evoluzione, nel quale l’innovazione tecnologica pone nuove questioni di responsabilità, trasparenza e utilizzo corretto degli strumenti digitali.
Deontologia e ruolo del professionista dell’informazione
Nel confronto con la platea del Rotary, Degano ha posto l’accento sull’importanza della deontologia giornalistica, richiamando il dovere di mantenere al centro la formazione, la ricerca e la responsabilità del professionista. La tecnologia, è stato sottolineato, deve essere considerata come supporto e opportunità, senza sostituire il ruolo critico e consapevole di chi opera nel mondo dell’informazione.
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