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Cronaca

Giornata della Memoria, posate diciotto nuove pietre d'inciampo a Trieste

Luca Marsi·
Giornata della Memoria, posate diciotto nuove pietre d'inciampo a Trieste

"La posa di nuove pietre d'inciampo a memoria degli ebrei vittime della persecuzione nazifascista ha una doppia valenza: ricordare la Shoah testimoniando la vicinanza alla Comunità ebraica, da un lato, e trasmettere, dall'altro, i nostri valori alle nuove generazioni per far sì che persecuzioni, discriminazioni e antisemitismo non si ripetano".È la riflessione che il governatore Massimiliano Fedriga ha portato alla cerimonia che stamani in corso Italia 12 a Trieste ha aperto la serie di installazioni di diciotto pietre d'inciampo nel capoluogo regionale articolata durante tutta la giornata. "Assistiamo - ha denunciato Fedriga - all'aumento di rigurgiti antisemiti a livello europeo che investono troppo spesso anche la comunicazione, nella quale, attraverso stratagemmi, vengono insinuati messaggi feroci contro il popolo ebraico e contro Israele, cui va ribadita invece la nostra vicinanza, con forza, senza ambiguità e senza giustificazione verso i terroristi che quel 7 ottobre trucidarono innocenti in quanto tali".Le pietre d'inciampo deposte in corso Italia ricordano Rosa Elia Baruch ed Enrichetta Baruch Polacco, che trovarono la morte ad Auschwitz nel 1944. Alla cerimonia, introdotta dal presidente della comunità ebraica di Trieste Alessandro Salonichio, hanno preso la parola anche il vicesindaco di Trieste Serena Tonel, il capo della Comunità ebraica di Trieste Eliahu Alexander Meloni, un bisnipote delle vittime e due studenti del Liceo classico linguistico Francesco Petrarca, che ha collaborato all'iniziativa. La deposizione odierna delle altre pietre, realizzate dall'artista Gunter Demnig, è localizzata in via Beccaria 6, via Marconi 16, via Severi 7, via Besenghi 33, via Principe di Montfort 4 e via Madonna del Mare 2.Come è stato ricordato da Salonichio, questa ottava edizione della posa porta a 131 le "stolpersteine" a Trieste alla vigilia del Giorno della Memoria e nella ricorrenza dell'ottantesimo dall'apertura del tragico cancello di Auschwitz. (LaPresse) CRO FVG ntl

 E' iniziata da corso Italia 12, da dove il 20 gennaio 1944 furono prelevate a forza Rosa Elia Baruch ed Enrichetta Baruch Polacco, la posa di 18 nuove pietre d'inciampo lungo le vie di Trieste. L'iniziativa, promossa dalla Comunità ebraica con Comune, Aned e liceo classico e linguistico Petrarca, proseguirà in un itinerario a tappe per ricordare le vittime della Shoah e per far fronte "ai rigurgiti di antisemitismo". Con le nuove 18, ha ricordato il presidente della Comunità ebraica, Alessandro Salonichio, le pietre d'inciampo installate a Trieste raggiungono quota 131, cifra che rappresenta "ancora una piccola parte di tutti gli ebrei deportati". Rosa ed Enrichetta, madre e figlia, vennero portate via insieme a decine di anziani ricoverati all'Ospizio israelitico Gentilomo. Furono uccise al loro arrivo ad Auschwitz. "A 80 anni dall'apertura di quei cancelli la grande responsabilità che abbiamo tutti noi è di portare avanti la memoria e il ricordo di ciò che è stato", ha detto Salonichio. "Ora ci troviamo in una situazione che riteniamo altrettanto pericolosa e che vede la crescita del fenomeno preoccupante dell'antisemitismo che si nasconde dietro altre facce". "Assistiamo - ha denunciato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga - all'aumento di rigurgiti antisemiti a livello europeo che investono troppo spesso anche la comunicazione, nella quale, attraverso stratagemmi, vengono insinuati messaggi feroci contro il popolo ebraico e contro Israele, cui va ribadita invece la nostra vicinanza, con forza, senza ambiguità e senza giustificazione verso i terroristi che quel 7 ottobre trucidarono innocenti in quanto tali". Anche il rabbino capo di Trieste, Alexander Meloni, ha sottolineato "il ritorno dell'antisemitismo e dell'antisionismo" e in riferimento alla tregua a Gaza ha ribadito, a margine, di essere "estremamente pessimista, dato che Hamas con questo accordo imposto a Israele si comporta come avesse vinto", "non credo che arriveremo alla fine del processo". Fedriga ha quindi auspicato che rispetto all'accordo "non ci siano misure di rallentamento da parte dei terroristi di Hamas. Serve una stabilizzazione che non può che portare alla perdita di ruolo decisionale e potere da parte di Hamas". (ANSA). 2025-01-19T13:17:00+01:00 FMS 

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