Ghiaccioli a 1,70 euro in centro a Trieste, il caro gelato colpisce anche i prodotti industriali

Un tempo bastavano 500 lire per gustarsi un ghiacciolo sotto il sole di Trieste. Oggi, per lo stesso prodotto — industriale, non artigianale — servono 1,70 euro, ovvero quasi 3.300 lire del vecchio conio. Sette volte tanto.
Il cartello ritratto nella foto è stato fotografato a Trieste nella mattinata di sabato 12 aprile 2025, e mostra il prezzo applicato a ghiaccioli industriali classici ai gusti limone, fragola, arancia, menta e cola. Nulla di artigianale: semplici bastoncini di ghiaccio zuccherato e aromatizzato. Eppure, il prezzo fa riflettere.
Un aumento che lascia l’amaro in bocca
A colpire non è solo il prezzo in sé, ma il rapporto qualità/prezzo. Quello che un tempo era uno snack popolare ed economico alla portata di tutte le famiglie — e soprattutto dei più piccoli — sta diventando sempre più un piccolo lusso. E senza che vi sia stato un reale salto di qualità.
Con 1,70 euro, oggi si possono comprare frutta fresca o una bottiglietta d’acqua, mentre con 2 euro spesso si trovano anche gelati artigianali da banco, di qualità ben superiore. Il confronto appare impietoso.
Una questione di equità e accessibilità
Il ghiacciolo era, per definizione, lo snack estivo più democratico: dissetante, semplice, accessibile a tutti. Oggi invece rischia di diventare un prodotto fuori budget per tante famiglie, soprattutto in località balneari o turistiche, dove il prezzo può lievitare ulteriormente.
Molti triestini hanno segnalato il problema con amarezza, ricordando che “una volta il ghiacciolo era di tutti, oggi costa come un caffè e mezzo, ed è solo acqua colorata”.
Un invito alla riflessione per produttori e rivenditori
Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento delle temperature, torna il desiderio di rinfrescarsi con poco. Ma se anche i prodotti più semplici iniziano a pesare sul portafoglio, diventa lecito domandarsi: dove stiamo andando?
L’appello è rivolto non solo ai consumatori, ma anche ai produttori e ai rivenditori: è giusto speculare su un bene popolare come il ghiacciolo?
In una Trieste sempre più calda e affollata di turisti, il rischio è che a farne le spese sia ancora una volta chi vive la città ogni giorno.
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