Nella mattinata di oggi, venerdì 30 luglio, Agenti della Questura di Pordenone – Ufficio Polizia Amministrativa e di Sicurezza (U.P.A.S.) e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volante hanno eseguito il provvedimento di sospensione ex art. 100 Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), disposto dal Questore della Provincia di Pordenone Marco Odorisio nei confronti del locale “Papi Beach” con la chiusura per giorni 75 (settantacinque).
Il provvedimento, sussistendo i presupposti normativi, è stato adottato a seguito degli accertamenti ed approfondimenti svolti dalla Questura, che ha riscontrato una grave situazione, con pregiudizio per la sicurezza pubblica, la sicurezza delle persone e l’incolumità fisica delle stesse.
Infatti, in data 23 luglio, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale, inviava al Questore della Provincia di Pordenone una segnalazione relativa ai fatti accaduti al “Papi Beach” di Roveredo in Piano (PN) la sera di sabato 17 luglio 2021 quando, a seguito di una festa ivi organizzata, si era sviluppato un focolaio di Covid-19 caratterizzato, per dimensioni, come tra i più importanti, sicuramente il maggiore della Regione Friuli Venezia Giulia.
Venivano, quindi, disposti immediati accertamenti ed approfondimenti da parte della Divisione U.P.A.S. della Questura, che riscontravano e circostanziavano i fatti, raccogliendo le testimonianze di una ventina di giovani che avevano partecipato alla festa, racconti dai quali emergevano gravi pregiudizi per la sicurezza pubblica.
Si riscontravano, così, assembramenti all’esterno delle persone in fila in attesa di entrare, ed una volta dentro, dalla consolle D.J. animavano la serata con la musica, mentre i ragazzi, senza mascherina, ballavano gli uni vicini agli altri, senza che i responsabili del locale invitassero le persone a rimanere sedute al loro posto, né tantomeno interrompendo la serata per salvaguardare la sicurezza degli stessi giovani.
Si ricostruiva, così, una vera e propria serata da “discoteca abusiva” con 300 persone che hanno ballato dalle ore 23.00 alle ore 04.00 del giorno seguente, scatenando il maggiore focolaio di Covid-19 della Regione.
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