giovedì 5 novembre 2026
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Cronaca

Frodi nel settore degli incentivi alla digital economy, Finanza di Trieste sequestra un milione di euro

Luca Marsi·
Frodi nel settore degli incentivi alla digital economy, Finanza di Trieste sequestra un milione di euro

I Finanzieri in forza al Comando Provinciale di Trieste hanno recentemente eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di oltre un milione di euro, emesso d’urgenza dall’Ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Trieste su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica.

Tale provvedimento cautelare è finalizzato alla confisca di denaro contante nonché di n.2 immobili residenziali e relative pertinenze, rispettivamente siti in Monfalcone e Gradisca d’Isonzo, fino a concorrenza del valore complessivo di euro 1.041.861,84. Esso costituisce il parziale esito di una serie di attività investigative svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su delega dell’autorità giudiziaria giuliana nel settore degli incentivi fiscali alla cd. “digital economy”.

Le indagini avevano preso le mosse dall’analisi di bilancio eseguita nei confronti di alcune società operanti nel settore della carpenteria metallica navale per delineare le modalità generative dei crediti fiscali derivati dall’avvenuta attività di formazione cd. “4.0” ex art.146 della legge n.205/2017 (legge di bilancio per il 2018), utilizzati dalle tre società sopra indicate in compensazione di rilevanti debiti tributari nel biennio 2020-2021.

La paziente ricostruzione a posteriori relativa all’esecuzione di tali attività di formazione, operata dai militari sul piano documentale e testimoniale, consentiva di accertarne la loro sostanziale irrilevanza in concreto sul piano formativo e professionale. Ciò in quanto tali attività formative altro non erano che il frutto di un processo di elaborazione e validazione del tutto artificioso.

La piena condivisione delle conclusioni cui sono pervenuti gli operanti, unita alla presa d’atto della situazione finanziaria dei soggetti economici interessati, determinava quindi, oltra al deferimento alla locale Procura della Repubblica degli amministratori di tre di tali società per il reato di cui all’art.10 quater del D.lgs. n.74/2000 (omesso versamento delle imposte mediante indebita compensazione di crediti inesistenti) ed alla formulazione da parte dell’Autorità Giudiziaria procedente della proposta di sequestro preventivo, successivamente eseguito.

L’esito investigativo testimonia l’efficacia dell’azione posta in essere dalla Magistratura e dalla Guardia di Finanza nel contrasto di tutti quegli illeciti che pregiudicano la tutela degli interessi erariali ed il meccanismo di sana concorrenza tra le imprese, con specifico riguardo al delicato processo di ammodernamento richiesto dalla digital economy.

In ossequio alle disposizioni recate dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n.188 si evidenzia che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

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