lunedì 5 ottobre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
29/09 Studio Sandrinelli
Breaking
Trieste, apprensione per Snjezana Veselic: 69enne scomparsa da Cattinara, ricerche in corso ◆ Trieste, un martedì sera con mille giovani: dove portarli? La risposta parte da piazza Unità (VIDEO) ◆ Sicurezza, Pisani (GIS): «Contatto diretto con le forze dell’ordine, fondamentale intervenire subito» (VIDEO) ◆ Trieste, Rovinelli: «Per i grandi eventi anche una conferenza può riunire venti o trenta persone» (VIDEO) ◆ Il meteo di lunedì 5 ottobre, cielo variabile ◆ Trieste celebra San Francesco: animali protagonisti della benedizione in piazza Verdi (FOTO-VIDEO) ◆ Triestina, finalmente la prima vittoria: Di Livio stende l’Obermais con una doppietta, 2-0 al Rocco ◆ Fvg, auto in fiamme sul raccordo Fiume Veneto-Cimpello: occupanti salvi, traffico bloccato ◆ Trieste, imbrattata la targa di Grilz, FdI: «Comune procederà con la pulizia, chiederemo denuncia» ◆ Fvg, denuncia uno straniero per avergli occupato casa, ma per i Carabinieri era un subaffitto ◆ Azione: «Non dobbiamo diventare Venice, dobbiamo puntare molto di più a essere Trieste» ◆ Trieste, danneggiata la targa dedicata ad Almerigo Grilz, Lippi: «Azione scellerata e insensata» ◆ Trieste, crisi Startech, UGL alza la voce: «Basta imprenditori fantomatici, servono soluzioni immediate» ◆ 4 ottobre, Nicole Matteoni ricorda Norma Cossetto: «Per Norma, per le vittime di foibe ed esodo» ◆ 4 ottobre 2019, la ferita che Trieste non dimentica: sette anni fa morivano Demenego e Rotta ◆ Trieste, apprensione per Snjezana Veselic: 69enne scomparsa da Cattinara, ricerche in corso ◆ Trieste, un martedì sera con mille giovani: dove portarli? La risposta parte da piazza Unità (VIDEO) ◆ Sicurezza, Pisani (GIS): «Contatto diretto con le forze dell’ordine, fondamentale intervenire subito» (VIDEO) ◆ Trieste, Rovinelli: «Per i grandi eventi anche una conferenza può riunire venti o trenta persone» (VIDEO) ◆ Il meteo di lunedì 5 ottobre, cielo variabile ◆ Trieste celebra San Francesco: animali protagonisti della benedizione in piazza Verdi (FOTO-VIDEO) ◆ Triestina, finalmente la prima vittoria: Di Livio stende l’Obermais con una doppietta, 2-0 al Rocco ◆ Fvg, auto in fiamme sul raccordo Fiume Veneto-Cimpello: occupanti salvi, traffico bloccato ◆ Trieste, imbrattata la targa di Grilz, FdI: «Comune procederà con la pulizia, chiederemo denuncia» ◆ Fvg, denuncia uno straniero per avergli occupato casa, ma per i Carabinieri era un subaffitto ◆ Azione: «Non dobbiamo diventare Venice, dobbiamo puntare molto di più a essere Trieste» ◆ Trieste, danneggiata la targa dedicata ad Almerigo Grilz, Lippi: «Azione scellerata e insensata» ◆ Trieste, crisi Startech, UGL alza la voce: «Basta imprenditori fantomatici, servono soluzioni immediate» ◆ 4 ottobre, Nicole Matteoni ricorda Norma Cossetto: «Per Norma, per le vittime di foibe ed esodo» ◆ 4 ottobre 2019, la ferita che Trieste non dimentica: sette anni fa morivano Demenego e Rotta ◆
Cronaca

Formula 1 e scienza: l’Università di Trieste analizza il corpo dei piloti sotto stress estremo

Luca Marsi·
Formula 1 e scienza: l’Università di Trieste analizza il corpo dei piloti sotto stress estremo

Uno degli sport più spettacolari e seguiti al mondo diventa oggetto di un’analisi scientifica approfondita. L’Università di Trieste, insieme alla University of Roehampton di Londra, ha condotto uno studio internazionale dedicato alle performance, allo stress e agli adattamenti fisiologici dei piloti di Formula 1, mettendo in luce come il corpo dei driver si modelli in modo unico per affrontare le condizioni estreme della guida.

La ricerca, realizzata anche con il contributo diretto di tre performance coach di Formula 1, tra cui allenatori dei piloti Charles Leclerc e Max Verstappen, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica British Journal of Sports Medicine.

Adattamenti fisici unici per affrontare la gara

Secondo lo studio, i piloti di Formula 1 non si distinguono necessariamente per parametri generali come altezza, peso o capacità aerobica rispetto ad altri atleti professionisti. Ciò che emerge invece con chiarezza è la presenza di adattamenti fisiologici altamente specifici, direttamente legati alle esigenze della guida.

Durante una gara i piloti devono affrontare accelerazioni fino a 3–4 g, forti sollecitazioni sul collo, posture obbligate all’interno dell’abitacolo, stress termico e tempi di recupero molto ridotti. Tutti fattori che contribuiscono a modellare il corpo del pilota.

Tra gli adattamenti più evidenti spicca lo sviluppo della forza del collo, fondamentale per contrastare le forze multidirezionali che agiscono sulla testa e sul casco durante frenate, accelerazioni e curve. Questo consente di mantenere stabilità dello sguardo, precisione nella guida e tempi di reazione rapidi.

I ricercatori hanno inoltre individuato altri adattamenti rilevanti: la capacità di sostenere carichi ripetuti e asimmetrici, soprattutto sugli arti inferiori durante la frenata, il rafforzamento dei muscoli del tronco e della cintura scapolare e la capacità del cuore di gestire picchi di frequenza cardiaca durante la gara.

Il ruolo delle condizioni estreme del campionato

Lo studio evidenzia anche quanto il calendario moderno della Formula 1 contribuisca ad aumentare lo stress fisico degli atleti. Con 24 gare in 21 paesi, trasferte intercontinentali e competizioni in condizioni climatiche spesso molto diverse tra loro, la gestione del recupero e del calore diventa un fattore decisivo.

I ricercatori dell’Università di Trieste, insieme ad alcuni studenti del Racing Team UniTS, hanno analizzato le condizioni ambientali di tutte le gare dell’ultimo campionato per stimare il potenziale impatto termico sui piloti. Episodi recenti, come il Gran Premio del Qatar 2023, hanno dimostrato come il caldo possa rappresentare un rischio concreto non solo per la prestazione ma anche per la salute.

Per questo motivo stanno diventando sempre più diffuse strategie come acclimatazione al caldo, raffreddamento pre-gara e gestione mirata dell’idratazione, anche se molte pratiche restano ancora basate più sull’esperienza che su dati raccolti direttamente durante la gara.

Allenamenti sempre più personalizzati

Le interviste condotte con i preparatori atletici coinvolti nella ricerca hanno permesso di ricostruire anche il modo in cui queste esigenze fisiologiche si traducono nella preparazione dei piloti.

I programmi di allenamento sono infatti altamente personalizzati e vengono adattati in base al tipo di circuito, alle caratteristiche del pilota e alle condizioni ambientali previste per la gara.

Il docente di fisiologia Alex Buoite Stella, coautore dello studio dell’Università di Trieste, sottolinea come l’obiettivo della ricerca sia stato proprio quello di integrare ricerca scientifica e esperienza diretta del paddock, per comprendere come il corpo del pilota risponda alle sollecitazioni estreme della Formula 1.

Le sfide per la ricerca futura

Lo studio individua anche le prossime sfide scientifiche. Gli autori evidenziano la necessità di sviluppare ricerche sempre più vicine alle condizioni reali di gara, capaci di misurare parametri come frequenza cardiaca, temperatura corporea, consumo di ossigeno e lattato.

Particolare attenzione dovrà essere rivolta anche agli effetti a lungo termine sulla salute dei piloti, soprattutto per quanto riguarda la zona lombare e l’esposizione alle vibrazioni delle monoposto.

Come sottolinea il preparatore atletico Kim Keedle, coinvolto nello studio, il regolamento della Formula 1 limita l’utilizzo di dispositivi all’interno dell’auto e questo rende più complessa la raccolta dei dati durante la gara. Tuttavia anche semplici parametri, come la frequenza cardiaca rilevata in condizioni diverse, potrebbero rappresentare un passo importante per comprendere meglio le sollecitazioni cui sono sottoposti i piloti e migliorare la loro preparazione.

Articoli correlati