Fine di un'era: la storica vasca navale dell'Università di Trieste viene demolita (FOTO-VIDEO)

L'Università degli studi di Trieste, nel suo centesimo anno accademico, chiude un capitolo significativo della sua storia con la demolizione della sua storica vasca navale, simbolo di eccellenza nell'ingegneria navale e fulcro per formazione e ricerca per decenni. Il consiglio di istituto ha deliberato la demolizione per fare spazio a un archivio, in questi giorni è in corso lo smantellamento della vasca. Trieste è la capitale italiana della progettazione navale per numero di professionisti e per la presenza di Fincantieri.
Fondata negli anni '50 e lunga 60 metri per 3 di larghezza - presso la facoltà di ingegneria navale di via Alfonso Valerio - la vasca è stata un pilastro di innovazione, consentendo il test di modelli navali fino a due metri e svolgendo un ruolo chiave nello sviluppo della ricerca scientifica e nella formazione degli studenti a livello internazionale.
Essenziale per corsi come "Architettura Navale 1 e 2", la vasca ha coperto aspetti fondamentali come le prove di statica e idrodinamica, offrendo un'esperienza di apprendimento pratica e diretta, fondamentale per la comprensione concreta di teorie e concetti.
La decisione di demolire la vasca, in disuso da oltre un decennio, ha suscitato preoccupazioni in ambito accademico e industriale. Roberto Prever, ingegnere e voce prominente contro la demolizione, critica questa scelta come un distacco dalle radici storiche e scientifiche dell'università. Un gruppo di ingegneri navali di spicco, formatisi a Trieste - Maurizio Cossutti, Roberto Prever, Stefano Reggente, Marco La Valle, Enrico Della Valentina e Andrea Bortolato - ha espresso il proprio disappunto in una lettera al rettore, evidenziando l'importanza della sperimentazione pratica offerta dalla vasca per generazioni di studenti.
Mentre le università di Napoli e Genova valorizzano e utilizzano strutture simili per scopi didattici e commerciali, la demolizione a Trieste si discosta da questa tendenza. Questa pratica, presente in altre istituzioni accademiche, rappresenta una fonte di entrate e collaborazione con il settore industriale, enfatizzando l'importanza della sperimentazione pratica. La demolizione della vasca navale a Trieste non segna solo la perdita di un patrimonio storico e didattico nel centenario dell'università, ma solleva interrogativi sulla sua direzione futura e sulle sue priorità, segnando un regresso per l'avanguardia dell'ingegneria navale con un impatto che va oltre i confini dell'istituzione, influenzando il futuro del settore.
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