Estate in diretta, il giallo di Gemona: Maylin davanti al Pm, la sua versione potrebbe cambiare tutto

Nuovi scenari si aprono nel delitto di Gemona, al centro della cronaca nera di questa estate. A un mese dal ritrovamento dei resti di Alessandro Venier, la procura si prepara ad ascoltare Maylin, la compagna trentenne dell’uomo, attualmente detenuta nel carcere di Venezia. L’appuntamento con il pubblico ministero è fissato per il 10 settembre.
Maylin, sinora rimasta in silenzio, non per strategia ma per le sue gravi condizioni psico-fisiche, potrebbe finalmente dare la sua versione. Il giorno dopo il ritrovamento del cadavere, era apparsa sorretta, imbottita di farmaci e incapace di reggere una conversazione, immersa in una profonda depressione. Ora, con qualche miglioramento clinico e il supporto dei medici, potrebbe rompere quel silenzio che rappresenta il tassello mancante di un’inchiesta intricata.
Al momento, l’unica voce che ha riempito gli atti giudiziari è quella di Lorena, madre della vittima, che ha confessato l’omicidio. Nella sua versione, sarebbe stata lei a sedare e uccidere il figlio, per poi smembrarne il corpo con un coltello e un seghetto, occultandolo all’interno di un bidone metallico ricoperto di calce viva. Ma gli inquirenti non escludono che Maylin abbia avuto un ruolo attivo, ideando l’omicidio e strangolando Alessandro, mentre la suocera avrebbe agito nella fase successiva.
Un punto chiave è la telefonata al 112 del 31 luglio, quando proprio Maylin, con voce concitata, gridava: «No Lorena, aiuto! La suocera ha ammazzato suo figlio». Quelle parole restano ancora oggi oggetto di interpretazione: richiesta di soccorso autentica o tentativo di depistaggio?
Gli inquirenti attendono anche l’esito degli esami autoptici, che potrebbero chiarire tempi e modalità dell’omicidio. Intanto i Ris hanno analizzato coltelli e seghetto sequestrati nella villetta degli orrori, strumenti compatibili – secondo le prime indiscrezioni – con i tagli netti e precisi rinvenuti sul cadavere. Ma non si esclude la presenza di un’altra arma mai ritrovata.
Un altro nodo riguarda la forza necessaria per trasportare il pesantissimo bidone dalla casa alla rimessa. È plausibile che due donne minute siano riuscite a spostarlo senza lasciare tracce? Gli inquirenti non escludono l’intervento di una terza persona, ancora ignota.
La vicenda, raccontata con dovizia di particolari da Estate in Diretta su Rai1, resta avvolta da domande senza risposta:
– Qual era davvero la relazione tra Lorena e Maylin?
– Perché la giovane chiese aiuto indicando la suocera come responsabile?
– C’era qualcuno dietro le quinte, pronto ad aiutare nell’occultamento del cadavere?
Il 10 settembre, con l’interrogatorio di Maylin, potrebbero emergere elementi capaci di riscrivere la verità giudiziaria di uno dei delitti più inquietanti degli ultimi anni in Friuli.
Articoli correlati
CronacaA Trieste c'è già chi aspetta settembre... per il ritorno di "Uomini e Donne"
C'è chi aspetta settembre per tornare al lavoro, chi per rivedere gli amici dopo le vacanze e chi, invece, ha un motivo decisamente più... televisivo. Una simpatica segnalazione arrivata a Trieste Cafe ha strappato più di un sorriso, giocan
CronacaIl meteo di domenica 2 agosto, farà caldoooooooooooooooooooooooooooooo
IL METEO OSMER DI DOMENICA 2 AGOSTO 2026 Il robusto anticiclone di origine africana determina l'afflusso di aria molto calda e secca verso la nostra regione. Nella notte e al mattino cielo da poco nuvoloso a variabile. Dal pomeriggio cielo
CronacaPedocin, lancia un sasso contro un uomo che fa il bagno: ferito un bagnante
Momenti di tensione nel pomeriggio di sabato 1° agosto, intorno alle 17.30, al Pedocin, dove un uomo è rimasto ferito dopo essere stato colpito da un sasso mentre si trovava in mare. Secondo una prima ricostruzione raccolta sul posto, il sa
CronacaTrieste, il caldo mette ko il tram di Opicina: servizio sospeso
Le temperature eccezionalmente elevate registrate nella giornata di oggi hanno provocato la temporanea sospensione della linea tranviaria Trieste-Opicina. A comunicarlo è Trieste Trasporti, spiegando che il caldo ha causato una dilatazione
