Due donne sorde di Trieste, 145 chilometri a piedi e un messaggio potente: «Possiamo viaggiare da sole»

Centquarantacinque chilometri a piedi in cinque giorni, da Lecce fino a Santa Maria di Leuca. Uno zaino da sette chili sulle spalle, il caldo, la stanchezza, una mappa che qualche volta decideva di fare i capricci e soprattutto una scelta precisa: partire da sole, senza una guida, e arrivare fino in fondo.
È l'avventura di Mariella, 52 anni, e Rosetta, 64 anni, due donne sorde di Trieste, che hanno portato a termine il Cammino del Salento trasformando un viaggio preparato per mesi in una storia di autonomia, determinazione e libertà.
Alla fine sono arrivate insieme a Santa Maria di Leuca, con il loro passaporto del Cammino completo di tutti i timbri. E con una nuova meta già all'orizzonte: il Cammino di Santiago.
Da Trieste a Lecce per cominciare una piccola grande avventura
Tutto era stato progettato diversi mesi prima.
Mariella e Rosetta avevano studiato il percorso e organizzato il viaggio nel miglior modo possibile. Poi il volo da Trieste a Lecce e l'inizio dell'avventura vera e propria.
C'era però una preoccupazione che accompagnava entrambe prima della partenza: affrontare da sole un cammino così lungo, senza una guida.
«Essendo sorde, la nostra preoccupazione principale era proprio affrontare il cammino da sole e senza una guida», raccontano.
Ma la preoccupazione non ha avuto l'ultima parola.
Hanno scelto di partire comunque.
Lecce, San Foca, Otranto: un passo dopo l'altro verso Leuca
Il loro itinerario ha attraversato Lecce, San Foca, Otranto, Santa Cesarea Terme e Marina di Serra, prima dell'arrivo finale a Santa Maria di Leuca.
Cinque giorni per coprire complessivamente 145 chilometri a piedi.
Non tutto è filato liscio. Anche la mappa, raccontano, «ogni tanto sballava». Mariella e Rosetta sono però riuscite a orientarsi e a proseguire il viaggio.
Poi c'era il peso dello zaino: sette chili sulle spalle, che si sono fatti sentire soprattutto durante le prime due tappe.
E ancora il caldo, la stanchezza e quella crescente voglia di vedere finalmente comparire il traguardo.
«Non è vero che perché siamo sorde non possiamo viaggiare da sole»
Tra tutti i chilometri percorsi, c'è una frase che racchiude il significato più profondo dell'esperienza.
A pronunciarla è Rosetta:
«Non è vero che perché siamo sorde non possiamo viaggiare da sole per paura dei pericoli!»
Non uno slogan costruito a tavolino, ma la sintesi di quello che Mariella e Rosetta hanno appena fatto.
Sono partite da Trieste, hanno raggiunto Lecce e da lì hanno affrontato un percorso di 145 chilometri contando sulla propria organizzazione e sulla capacità di superare gli imprevisti.
La sordità faceva parte del viaggio, ma non ha deciso il viaggio al posto loro.
Gli incontri e quelle parole d'incoraggiamento lungo la strada
Il Cammino, però, non è stato soltanto fatica.
Durante il percorso le due triestine raccontano di aver incontrato tantissime persone meravigliose, ricevendo parole di incoraggiamento e grande calore.
Incontri arrivati quasi come piccole stazioni emotive lungo la strada, capaci di rendere più leggero qualche chilometro e di accompagnarle verso la tappa successiva.
Perché si può scegliere di partire da sole senza essere necessariamente sole durante il viaggio.
Santa Maria di Leuca: «Alla fine ce l'abbiamo fatta!»
Poi, dopo cinque giorni, è arrivato il momento atteso fin dalla partenza.
Santa Maria di Leuca.
«Alla fine ce l'abbiamo fatta!», raccontano Mariella e Rosetta.
Al traguardo sono arrivate con enorme entusiasmo e con un piccolo tesoro: il passaporto del Cammino completo di tutti i timbri.
Ogni timbro una tappa. Ogni tappa un pezzo di fatica. Ogni chilometro un piccolo frammento di una storia che, alla fine, ne conta 145.
E adesso? Il Cammino di Santiago
Potrebbe essere il finale perfetto.
Ma Mariella e Rosetta hanno già deciso che non lo sarà.
Perché dopo Lecce, San Foca, Otranto, Santa Cesarea Terme, Marina di Serra e Santa Maria di Leuca, nella loro testa c'è già un altro nome.
Santiago.
«E non finisce qui... il nostro prossimo obiettivo è il Cammino di Santiago!».
Il Cammino del Salento termina così con un nuovo viaggio che comincia ancora prima di partire.
Mariella e Rosetta hanno già percorso 145 chilometri in cinque giorni. Ma il risultato più bello forse non si misura sulla mappa: è essere partite con qualche comprensibile timore e aver raggiunto il traguardo con la certezza di poter guardare ancora più lontano.
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