Coordinamento dirigenti penitenziari, "no a securitarismo"

Viva preoccupazione" perché si è "di fronte a una secessione istituzionale che mira a trasformare l'Amministrazione Penitenziaria in un Moloch con forti caratteristiche paramilitari, facendo passare per sicurezza un securitarismo che non giova neppure alla stessa polizia penitenziaria", è stata espressa in una nota dal Coordinamento Nazionale Dirigenti Penitenziari nei confronti della bozza di Decreto Ministeriale che riorganizza gli uffici dirigenziali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Bozza di cui si chiede "il ritiro immediato e l'apertura di un confronto". Questa "svuota di senso la figura del Direttore quale Capo dell'Istituto, primo garante di equilibri e diritti", è il duro giudizio di Enrico Sbriglia, Coordinatore Nazionale della Dirigenza Penitenziaria Fsi-Usae. Ma "se si pensa di poter gestire le carceri esautorando chi ne ha la responsabilità legale e la competenza gestionale, ci si prepari a un conflitto istituzionale senza precedenti", annuncia il sindacato. La categoria dirigenziale "fortemente ancorata ai valori costituzionali", "mette a sistema la complessità delle anime e delle sfaccettature della pena, che comprendono esigenze securitarie e azione di recupero". Si vuole, invece, "introdurre un modello confuso e velleitario che calpesta e viola, simultaneamente, tutti i precetti della nostra Costituzione". Ma "il vero dramma è la povertà di mezzi e di risorse umane", ed è "scandaloso" aver lasciato "ferme le posizioni contrattuali di tutto il personale delle funzioni centrali, il quale NON vede nessun automatismo di carriera". Sbriglia difende la polizia penitenziaria che "non scimmiottava i rambo ed i RoboCop, ma sapeva porsi con autorevolezza ed umanità nei riguardi della popolazione detenuta". Infine, "porre il Gom (Gruppo Operativo Mobile) alle dipendenze funzionali di una Direzione Generale della Polizia è un errore tecnico e giuridico imperdonabile. Gestire il regime di cui all'art. 41-bis O.P. non è solo una questione di 'ordine pubblico'" e "sottrarre questa materia alla sintesi del Capo del Dipartimento e della Dirigenza di carriera significa esporre lo Stato a una deriva che confonde la custodia con la sopraffazione". I "Dirigenti Penitenziari non rimarranno a guardare" perché "l'Articolo 27 della Costituzione non può essere cancellato con un colpo di spugna: è il cuore del nostro mandato". (ANSA)
Articoli correlati
CronacaAggredita e rapinata in strada, il Questore Fredella: "Ci stiamo lavorando, il cerchio potrebbe stringersi"
Si stringerebbe il cerchio attorno ai responsabili dell'aggressione della ragazza di 38 anni rapinata e picchiata a sangue in strada a fine luglio. A fare il punto è il Questore Lilia Fredella che - sollecitata sulle indagini relative all'e
CronacaAl via a UniTS le lezioni per 582 immatricolati. Le donne sono il 72,5%, un iscritto su tre risiede fuori dal Fvg
Ha preso il via questa mattina all’Università di Trieste il semestre aperto per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria, con 582 immatricolati definitivi. La giornata si è aperta alle ore 9 nel
CronacaTriestina, fumata bianca per il Nereo Rocco: accordo raggiunto tra le parti
La stagione sportiva 2026/27 vedrà l’US Triestina Calcio 1918 disputare le gare interne del campionato allo stadio Nereo Rocco. L’accordo, frutto di un lavoro portato avanti con massima collaborazione e disponibilità tra le parti, è stato f
CronacaSicurezza sanitaria: controlli rafforzati a tutela dei presidi operativi
La protezione degli operatori sanitari e la percezione di sicurezza dei cittadini sono una priorità fondamentale per l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI). A margine dell'intervento presso la Questura di Trieste, il Di

