Da Trieste a Gemona per “EXE Sisma FVG 50”: l’emozione di Giovanni, pompiere volontario a soli 19 anni

Una giornata di formazione, collaborazione e soprattutto una prima esperienza destinata a rimanere impressa. Ieri, 27 settembre, una squadra del Corpo Pompieri Volontari di Trieste ODV è stata impegnata a Gemona nell'allestimento del campo base previsto nell'ambito della grande esercitazione “EXE Sisma FVG 50”, organizzata dalla Direzione Regionale della Protezione Civile in occasione del 50° anniversario del terremoto del Friuli.
Tra i volontari triestini c'era anche Giovanni Kovacic, 19 anni, cresciuto all'interno del Corpo prima come allievo e oggi pompiere operativo. Per lui quella di ieri è stata la prima esercitazione di queste dimensioni.
Da Trieste a Gemona per prepararsi all’emergenza
Lo scenario era quello di una grande emergenza sismica e l'obiettivo operativo comprendeva l'allestimento di un campo destinato ad accogliere ipotetiche persone sfollate.
Un'esercitazione, naturalmente, ma affrontata mettendo insieme uomini e donne appartenenti a realtà differenti, chiamati a coordinarsi come sarebbe necessario fare davanti a una vera emergenza.
Il Corpo Pompieri Volontari di Trieste ha riassunto lo spirito della giornata con poche parole: «Ogni divisa ha un colore diverso, ma batte con lo stesso cuore».
Un concetto che ritorna anche nel racconto del più giovane tra i protagonisti triestini della giornata.
Giovanni Kovacic, pompiere operativo a 19 anni
Giovanni Kovacic ha appena 19 anni, ma il suo percorso nel volontariato è iniziato prima dell'ingresso nel servizio operativo.
È infatti cresciuto nelle fila dei Pompieri Volontari di Trieste inizialmente come allievo, per diventare successivamente pompiere operativo.
Quella di Gemona ha rappresentato per lui un banco di prova completamente nuovo.
«È la prima volta che mi trovo impegnato in un'esercitazione di queste dimensioni. L'emozione è stata tanta, poter finalmente operare dal vivo, fianco a fianco con i miei compagni pompieri volontari più esperti», ha raccontato.
«Sembrava che lavorassimo insieme ogni giorno»
A colpirlo maggiormente è stata però la capacità di persone appartenenti a gruppi diversi di coordinarsi immediatamente.
«La cosa che mi ha colpito di più è stato il fatto che abbiamo lavorato insieme ai Gruppi Comunali di Protezione Civile e ad altre Associazioni ed era come se lo avessimo fatto ogni giorno».
L'obiettivo comune ha rapidamente cancellato le distanze tra squadre e provenienze.
Costruire un rifugio per persone considerate sfollate a seguito di un terremoto, seppure all'interno di uno scenario simulato, ha richiesto collaborazione e capacità di lavorare insieme.
«Abbiamo lavorato in sinergia e con grande affiatamento», sottolinea il giovane pompiere triestino.
Divise diverse, persone mai incontrate prima e un unico obiettivo
È forse questo il passaggio che meglio racconta il significato dell'esercitazione per un ragazzo di 19 anni alla sua prima esperienza di queste dimensioni.
«I miei colleghi di squadra indossavano divise di colore diverso, la maggior parte mai visti prima e provenienti da ogni parte della Regione, eppure abbiamo raggiunto l'obiettivo creando un ambiente fortemente collaborativo e amichevole».
Dietro una grande esercitazione di Protezione Civile non c'è infatti soltanto la verifica delle procedure. C'è anche la necessità di mettere alla prova la capacità di realtà differenti di diventare rapidamente una squadra quando le circostanze lo richiedono.
Ed è proprio questo l'aspetto che Kovacic porta a casa dalla giornata di Gemona.
«Mi auguro di non doverlo mai mettere in pratica realmente»
La speranza, naturalmente, è che quanto imparato rimanga confinato alle esercitazioni.
Giovanni lo dice chiaramente.
«Mi auguro di non dover mai mettere in pratica realmente quello che ho imparato oggi, ma se malauguratamente accadrà, so di far parte di una famiglia compatta come quella della Protezione Civile regionale».
Poi la frase che racchiude l'esperienza vissuta:
«Oggi è un giorno che non dimenticherò!»
I giovani accanto ai volontari più esperti
Dal Corpo Pompieri Volontari di Trieste arriva infine l'orgoglio per vedere ragazzi così giovani crescere all'interno del volontariato e assumersi progressivamente nuove responsabilità.
«Guardare i nostri giovani crescere con questi valori, pronti a fare la propria parte a fianco dei veterani e delle altre realtà del territorio, ci rende immensamente orgogliosi».
L'esercitazione di ieri diventa così anche la fotografia di un passaggio generazionale: l'esperienza dei veterani accanto all'entusiasmo e alla formazione dei volontari più giovani, uniti dalla necessità di essere pronti nel momento in cui dovesse arrivare una vera emergenza.
Per Giovanni Kovacic, a soli 19 anni, il 27 settembre 2026 resterà la giornata della prima grande esercitazione. Per i Pompieri Volontari di Trieste, invece, è anche la conferma di una nuova generazione che sta crescendo indossando quella divisa.
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