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Cronaca

Crans-Montana, Tommaso Centazzo a Dritto e Rovescio: “In Italia sicurezza priorità assoluta'

Luca Marsi·
Crans-Montana, Tommaso Centazzo a Dritto e Rovescio: “In Italia sicurezza priorità assoluta'

Il tema della sicurezza nelle discoteche è arrivato in prima serata su Dritto e rovescio, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Retequattro. Al centro della discussione, quanto accaduto a Crans-Montana e la domanda diretta posta in studio: le discoteche in Italia sono davvero sicure?

A rispondere è stato Tommaso Centazzo, titolare dell’I AM Club, intervenuto con toni netti e senza esitazioni.

“In Italia sarebbe stato impossibile”

Secondo Centazzo, quanto accaduto all’estero non avrebbe potuto verificarsi in una discoteca italiana. Il motivo è chiaro: i locali nel nostro Paese sono sottoposti a regole stringenti e a controlli periodici, che avvengono con cadenza semestrale.

Un sistema che, a suo giudizio, rende strutturalmente diverso il contesto italiano rispetto a quello mostrato dalle immagini della tragedia.

Personale formato e presente in ogni area del locale

Nel suo intervento, Centazzo ha sottolineato come il personale delle discoteche sia formato sia in materia antincendio che di primo soccorso. Non solo formazione teorica, ma una presenza fisica costante all’interno del locale, con addetti dislocati in ogni area per sorvegliare e intervenire immediatamente in caso di emergenza.

Analizzando le immagini dell’incidente, il titolare dell’I AM Club ha evidenziato l’assenza di figure chiave, come un responsabile della sicurezza, sottolineando come si veda chiaramente un ragazzo tentare di spegnere l’incendio senza alcun supporto da parte di personale qualificato.

Protocolli, prove e gestione del panico

Un altro punto centrale riguarda i protocolli di emergenza. Centazzo ha spiegato che nei locali italiani vengono effettuate prove e simulazioni proprio per preparare il personale ad agire nel momento del panico.

Secondo la sua ricostruzione, una corretta gestione avrebbe richiesto azioni immediate e coordinate: spegnere la musica, accendere le luci e invitare con il microfono a evacuare il locale in modo ordinato. La prosecuzione della musica, al contrario, avrebbe attenuato la percezione del pericolo tra i presenti.

Sicurezza e costi: “Il personale va pagato”

Rispondendo a chi ipotizza che alcuni gestori possano risparmiare sulla sicurezza per motivi economici, Centazzo ha difeso il lavoro proprio e dei colleghi che conosce, parlando di scrupolosità assoluta.

Ha ricordato la presenza di addetti antincendio, responsabili del primo soccorso e squadre dedicate alla vigilanza, ribadendo un concetto chiave: il personale della sicurezza è fondamentale e deve essere istruito, presente e pagato.

Maggiore attenzione per i più giovani

Nel finale dell’intervento, Centazzo ha posto l’accento su eventi dedicati a un pubblico molto giovane, come le feste studentesche. In queste occasioni, ha spiegato, l’attenzione viene ulteriormente aumentata, perché si tratta di ragazzi che spesso non hanno ancora piena consapevolezza dei pericoli.

Un passaggio che ha chiuso l’intervento ribadendo un messaggio preciso: la sicurezza non è un dettaglio organizzativo, ma una responsabilità quotidiana che in Italia, secondo quanto affermato in studio, rappresenta uno standard imprescindibile.

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