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Cronaca

“Costome tuti tippo – tutto mesura ce”: quando un cartello diventa uno spettacolo a Trieste

Luca Marsi·
“Costome tuti tippo – tutto mesura ce”: quando un cartello diventa uno spettacolo a Trieste

Entrare in un negozio per fare acquisti e uscire con il sorriso non capita tutti i giorni. E invece, in un esercizio commerciale triestino, è bastato un cartello scritto a mano per trasformare una normale giornata di shopping in un piccolo momento di divertimento condiviso.

Appeso tra gli abiti, il messaggio è chiaro, diretto e soprattutto irresistibile nella sua semplicità:
“Costome tuti tippo – tutto mesura ce”.
Una frase che non segue le regole della grammatica, ma che arriva dritta al punto e soprattutto al cuore dei clienti.

La reazione è immediata. C’è chi si ferma a leggere due volte, chi sorride, chi chiama l’amica per farle notare il cartello, chi scoppia a ridere. In pochi secondi, tra le corsie del negozio, si crea un clima diverso dal solito. Più leggero. Più umano.

Quel cartello non è solo un’indicazione commerciale. Diventa una battuta, un modo ironico per dire che lì dentro c’è davvero di tutto e per tutti. Senza pretese, senza slogan costruiti. Solo una frase spontanea, scritta così com’è venuta, che finisce per conquistare chiunque la legga.

I clienti commentano, scherzano, fanno foto mentali da raccontare poi a casa. Qualcuno dice che “solo a Trieste poteva venire fuori una cosa del genere”, qualcun altro apprezza proprio questo modo semplice e genuino di comunicare.

In un periodo in cui tutto è studiato, corretto, filtrato, quel “Costome tuti tippo” diventa quasi una dichiarazione di stile. Imperfetta, ma vera. E quel “tutto mesura ce” sembra ricordare che, almeno lì, non bisogna prendersi troppo sul serio.

Alla fine, tra un capo e l’altro, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di piccolo ma autentico. Perché a volte basta davvero poco: un cartello scritto di getto e la voglia di strappare un sorriso.

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