“Ci portarono via tutto”: il racconto della mamma di Umberto Smaila sulla fine dell’italianità a Fiume

L’Unione degli Istriani ha riportato sui propri social una delle testimonianze più toccanti della memoria fiumana: quella di Giuseppina (Mary) Nacinovich, nata a Fiume nel 1926 e scomparsa nel 2021, madre dell’artista Umberto Smaila.
Un racconto intenso che attraversa italianità, guerra, perdita e dignità, riaffiorato grazie alla volontà dell’associazione di mantenere viva la memoria delle famiglie dell’esodo.
“Eravamo fieri di essere italiani”: le radici culturali di una comunità
Nel testo riportato dall’Unione, Nacinovich ricorda con forza la fiera italianità della comunità fiumana. Pur parlando un dialetto vicino al veneto, l’identità nazionale era chiara, vissuta come parte integrante della quotidianità. Un legame culturale che rende ancora più doloroso ciò che sarebbe poi accaduto.
La fine della pace e l’arrivo delle truppe slave
La testimonianza descrive il momento in cui la tranquillità della città fu spezzata. L’arrivo delle truppe slave, come racconta la donna, segnò l’inizio di confische, privazioni, perdita di case e beni.
Nacinovich parla anche delle violenze e ritorsioni subite da vari italiani, citando il caso del proprio cugino, ex carabiniere, convocato e poi ritrovato ucciso e gettato in una foiba.
L’esodo e l’amarezza del viaggio verso l’Italia
Il racconto riportato dall’Unione degli Istriani si addentra poi nella parte più dolorosa: l’esodo forzato, i treni colmi di famiglie, la destinazione ai campi di raccolta e la sofferenza di sentirsi stranieri nella propria nazione.
Nacinovich ricorda in particolare l’episodio della stazione di Bologna, dove – secondo la sua testimonianza – alcuni profughi riferirono di non aver ricevuto neppure acqua per i bambini.
Una testimonianza che risuona oltre la storia familiare
A rendere questa memoria ancora più significativa è il legame con un volto noto della cultura e dello spettacolo italiano: Umberto Smaila, figlio di Giuseppina.
L’Unione degli Istriani, rilanciando questa voce sui social, non solo onora la storia personale della famiglia, ma contribuisce a mantenere vivo il ricordo collettivo dell’esodo giuliano-dalmata.
Una storia che continua a parlare a Trieste, all’Istria e all’Italia intera.
Articoli correlati
CronacaAbitudini, parole e piccoli riti: la Trieste che conoscono solo i triestini
Chi arriva a Trieste per la prima volta rimane affascinato dal mare, dall'eleganza di Piazza Unità d'Italia , dalle architetture e dall'atmosfera unica che si respira tra le vie del centro. Ma basta fermarsi qualche giorno in più per capire
CronacaMovida a Trieste, Serena Tonel: "Il regolamento ha trovato un equilibrio tra divertimento e riposo" (VIDEO)
Il tema della movida continua ad animare il dibattito cittadino, soprattutto durante la stagione estiva. Da una parte le richieste dei giovani e degli operatori economici che chiedono orari più ampi per la diffusione della musica, dall'altr
CronacaTrieste, Dipiazza: «Lo stagno di Basovizza si è prosciugato per un errore urbanistico» (VIDEO)
Lo stagno di Basovizza è stato uno degli ultimi temi affrontati da Roberto Dipiazza durante la diretta dal Citybar Tergesteo. Il sindaco ha spiegato la propria lettura delle cause che hanno portato alle difficoltà idriche dell'area, sofferm
CronacaIl meteo di martedì 28 luglio, cielo sereno
IL METEO OSMER DI MARTEDI 28 LUGLIO 2026 L'anticiclone di origine africana, che torna a rinforzarsi sul Mediterraneo e sull'Italia, porterà da metà settimana alla terza ondata di caldo dell'estate. Cielo in prevalenza sereno. Sulla zona mon
