Ambulatorio odontoiatrico della Caritas, nuova ripartenza per aiutare i più fragili

E' stato inaugurato questa mattina in via dell'Istria 71 - nella casa di accoglienza "Teresiano" - il nuovo corso di attività dell'ambulatorio odontoiatrico "Lidia Simoni" della Caritasi diocesana. Grazie all'accordo con Donk Humanitarian Medicine HM odv e al supporto della Clinica di Chirurgia Maxillo Facciale e Odontostomatologia dell'Asugi, i locali di via dell'Istria (già adibiti a cure di questo tipo) potranno accogliere con maggiore intensità le persone che per condizioni di povertà economica ma anche di fragilità personale non potrebbero provvedere a tali cure in autonomia. A dare la benedizione è stato il Vescovo, monsignor Enrico Trevisi ed erano presenti il presidente di Donk Stefano Bardari, il direttore dellla Caritas padre Giovanni La Manna sj e il professore Roberto Di Lenarda, direttore della Clinica. "Tra le tante povertà anche quella sanitaria sta colpendo molte persone - ha detto il Vescovo - se le famiglie già faticano a pagare l'affitto e le utenze, una delle prime spese che saltano sono quelle odontoiatriche fino a quando l'urgenza non è più procrastinabile". A Trieste già da tempo si è cercato di dare risposte a queste povertà ma a causa di vari problemi (primo tra tutti il Covid) ci sono state interruzioni ed inceppamenti. "Questa nuova inaugurazione - ha concluso Trevisi - ci riporta ad una storia di impegno e concretezza".
Dal canto suo Di Lenarda ha ricordato come la Regione Fvg e Trieste "presentino un'offerta odontoiatrica pubblica che per qualità e quantità di prestazioni offerte alla popolazione non ha eguali in Italia". Tuttavia, esistono, appunto "pazienti che non riescono per motivi economici e culturali ad avere accesso" dunque "l'attivazione di questo ambulatorio ha proprio l'obiettivo di colmare questo gap di risposta assistenziale. Ho dato personalmente la mia disponibilità a svolgere attività di volontariato - ha concluso l'ex Rettore dell'Ateneo giuliano - e spero che questo possa contribuire a spingere altri colleghi a impegnarsi in questo progetto". Di "gesto semplice ma essenziale" ha parlato La Manna. "Troppo spesso chi vive in difficoltà rinuncia alle cure dentistiche accumulando dolore e disagio - ha aggiunto il direttore Caritas - questo servizio nasce per colmare un vuoto grazie alla collaborazione tra volontari, professionisti e istituzioni. Non offriamo solo cure - ha puntualizzato - ma anche ascolto e rispetto". Da parte sua, Bardari ha parlato dell'ambulatorio come di "qualcosa che è molto più di un presidio sanitario, un luogo in cui la cura odontoiatrica diventa strumento concreto di dignità e inclusione".
All'ambulatorio "Lidia Simoni" avranno accesso solo le persone segnalate dal Centro di ascolto della Caritas e dagli ambulatori medici di Donk e le attività e cure sono garantite da odontoiatri volontari: si rinnova l'appello affinchè altri colleghi segnalino la propria disponibilità a svolgere questo servizio. L'ambulatorio è rivolto ai minori dai 15 anni in su per prestazioni senza esenzione dal ticket, persone con Isee superiore a 15mila euro qualora non in grado di sostenere il costo del ticket, persone in attesa di interventi da parte dell'odontoiatria sociale. Le prestazioni garantite riguardano la diagnosi e prevenzione orale, igiene professionale, odontoiatria conservativa, endodonzia e chirurgia orale.
Il Rapporto annuale Istat 2025 ci racconta che nel 2024 circa una persona su dieci in Italia ha rinunciato a visite o esami specialistici a causa principalmente delle lunghe liste d'attesa e per le difficoltà di pagare le prestazioni sanitarie, tra queste anche le cure odontoiatriche. Una conferma arriva dal Report statistico 2025 di Caritas italiana: nel 2024 il 15,7 per cento delle persone seguite vive una condizione di vulnerabilità sanitaria, spesso legata a patologie gravi. Ben il 9,9 per cento degli interventi sanitari erogati dalla Caritas riguarda proprio le cure dentistiche. Ma chi era Lidia Simoni? Di origine carnica, laureata in Farmacia a Padova - al tempo in cui erano rarissime le ragazze che si specializzavano in tale ambito - esercitò la sua professione a Trieste fino al 1989 nelle farmacie di via Stock e di piazza Sant'Antonio. Dal 1987 iniziò ad impegnarsi nella Caritas diocesana consolidando, nel 1991, la sua collaborazione al nascente Centro di ascolto curandone gli aspetti sanitari. Morì a Trieste nel 2007.
Articoli correlati
CronacaCrosetto:grazie a militari Accademia Modena per intervento salvataggio a Trieste
(askanews) - "Questa mattina a Trieste, durante una visita in città, alcuni militari in servizio presso l'Accademia Militare di Modena sono intervenuti senza esitazione dopo aver assistito a un drammatico incidente: un'auto è precipitata in
CronacaTriestino deluso: "Mia sorella mi invita al compleanno, poi mi dà buca il giorno stesso"
Un invito atteso con emozione, una settimana di aspettativa e, infine, la delusione arrivata proprio il giorno dell'appuntamento. È il racconto di un cittadino triestino che ha condiviso la propria esperienza, suscitando numerose reazioni.
CronacaPedocin, Babuder propone un pannello che racconti la storia del muro (VIDEO)
Il dibattito sul muro divisorio del Pedocin continua, ma durante la diretta dal celebre stabilimento balneare l'assessore Michele Babuder ha lanciato una proposta concreta: raccontare ai visitatori la storia del bagno attraverso un pannello
CronacaTrieste, Serena Tonel: "Il commercio di prossimità resta fondamentale per la città" (VIDEO)
La trasformazione del commercio rappresenta una delle principali sfide che stanno affrontando le città italiane. Anche Trieste vive questo cambiamento, tra nuove aperture, chiusure di attività storiche e una concorrenza sempre più forte da
