Allarme nel Golfo di Trieste: arriva l'alga aliena invasiva Caulerpa cylindracea

Il Golfo di Trieste registra la prima presenza documentata di Caulerpa cylindracea, una delle specie aliene invasive più diffuse e problematiche del Mediterraneo. A renderlo noto è l'Area Marina Protetta di Miramare, che ha partecipato a un importante studio scientifico appena pubblicato e dedicato alla comparsa della specie nell'area più settentrionale finora conosciuta dell'Adriatico.
La scoperta rappresenta un nuovo tassello nella conoscenza dell'evoluzione degli ecosistemi marini dell'Alto Adriatico e fornisce una base scientifica per il monitoraggio della specie e dei suoi possibili effetti sugli habitat locali.
Una specie arrivata dall'Australia
Conosciuta anche come "alga a grappoli verdi", la Caulerpa cylindracea proviene dalle acque australiane ed è arrivata nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. In Italia era stata segnalata per la prima volta nel 1993 lungo le coste della Sicilia.
Negli anni ha dimostrato una notevole capacità di espansione, colonizzando diversi tipi di fondale, sia sabbiosi sia rocciosi, propagandosi rapidamente grazie ai suoi stoloni striscianti. In alcuni casi è stata osservata anche lungo pareti verticali.
Il primo avvistamento nel Golfo risale al 2022
Lo studio documenta che il primo ritrovamento nel Golfo di Trieste è avvenuto nel settembre 2022 a San Bartolomeo, nel territorio di Muggia, all'interno di una prateria di Cymodocea nodosa.
Le successive indagini svolte tra il 2023 e il 2025 hanno confermato l'insediamento stabile della specie e individuato nuove popolazioni distribuite lungo le coste del Golfo, sia sul versante italiano sia su quello sloveno.
Uno studio internazionale per monitorare il mare
La ricerca è il risultato della collaborazione tra numerose istituzioni italiane e slovene, tra cui il National Institute of Biology della Slovenia, il Ministero dell'Ambiente sloveno, il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università degli Studi di Trieste, il Civico Acquario Marino di Trieste, il Liceo Scientifico Galilei, la cooperativa Shoreline e la stessa Area Marina Protetta di Miramare.
Secondo i ricercatori, la scoperta amplia il limite settentrionale noto della distribuzione della Caulerpa cylindracea nell'Adriatico e costituisce un riferimento importante per le future attività di monitoraggio e conservazione.
Perché il monitoraggio è importante
Gli esperti ricordano che individuare precocemente le specie aliene invasive è fondamentale per comprendere come stanno cambiando gli ecosistemi marini e sviluppare strategie efficaci per proteggerli.
Lo studio porta la firma di Martina Orlando-Bonaca, Lovrenc Lipej, Borut Mavrič, Domen Trkov, Neža Leban, Leon Lojze Zamuda, Annalisa Falace, Andrea Gergic, Marco Segarich, Edoardo Batistini, Paola Nichetto, Eva Godini e Saul Ciriaco, ai quali l'Area Marina Protetta di Miramare ha rivolto i propri complimenti per il lavoro svolto.
Foto Saul Ciriaco
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