Nella sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio è stato presentato e inaugurato oggi (martedì 27 aprile) il nuovo Trieste Convention&Visitors Bureau CVB che porta Trieste a diventare motore di sviluppo territoriale ed economico nell’ambito del settore turistico e congressuale, coinvolgendo tutto il territorio regionale, realizzando un'azione fondamentale per il rilancio del nostro territorio messa in atto dalla partnership tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, il Comune di Trieste e il Tavolo dell'Imposta di soggiorno.
Sul posto sono intervenuti il sindaco Roberto Dipiazza, l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, l’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, il presidente di Federalberghi Guerrino Lanci, Lucio Gomiero con Bruno Bertero per PromoTurismoFVG e Gabriella Ghigi di Meeeting Consultants, responsabile del servizio di start up del Convention&Visitors Bureau.
L’obiettivo – è stato spiegato - è quello di costruire e promo-commercializzare i prodotti turistici e congressuali mediante il coordinamento con i diversi stakeholder del settore, garantendo un servizio di elevata professionalità che sia in grado di fornire agli organizzatori di eventi e congressi tutte le informazioni e il supporto necessari alle diverse fasi di gestione degli stessi: dalle generiche informazioni sulle capacità ricettive del territorio, ai servizi presenti in loco, dalle peculiarità locali fino ai contatti diretti con i fornitori della filiera. Il tutto in sinergia e in costante dialogo con i gestori istituzionali e privati degli attrattori turistici (tour operator, agenzie di viaggio, ...), anche di destinazioni limitrofe, con l'intento di creare sinergie innovative che implementino anche nuove forme di collegamento territoriale e marittimo, per costruire strumenti in grado di catalizzare e garantire esperienze gratificanti a visitatori e congressisti. Proseguirà, inoltre, nell'ambito del CVB anche l'attività di accoglienza e informazione turistica a cura dell'Infopoint, già avviata ad inizio 2020 e poi sospesa a causa della pandemia da Covid-19.
La struttura che accoglie il nuovo CVB si trova all'interno del Magazzino 26, al piano terra, in locali recentemente ristrutturati, ove opererà con personale qualificato di PromoTurismoFVG e di Terziaria. Il CVB è finanziato dai proventi derivanti dall’Imposta di soggiorno, a seguito dell'Intesa raggiunta tra i componenti del Tavolo tecnico del Turismo - Comune di Trieste, PromoTurismoFVG e associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive - nell'ambito di una nuova e più efficiente “vision” di sviluppo della città, quale meta turistico-congressuale di punta nell'ambito del territorio regionale.
Il Porto Vecchio si riconferma anche così come uno dei punti più strategici per lo sviluppo futuro di Trieste, ove già da tempo le Istituzioni territoriali (Comune di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale) hanno avviato un concreto programma di riconversione del vecchio scalo marittimo, da cui potrà trarre beneficio l'intero sistema economico cittadino e regionale. Nell'ambito della sua progressiva riqualificazione, che già accoglie il nuovo Centro Congressi e il Polo Museale che comprende il Magazzino 26 (con la collezione Lloyd del Museo del Mare, alcune sale espositive, la rinnovata sala polifuzionale intitolata a Lelio Luttazzi, l'Immaginario Scientifico e prossimamente anche il Museo del Mare “intermedio” e gli spazi a cura dell'IRCI con le masserizie degli esuli del Magazzino 18), la Centrale Idrodinamica e la Sottostazione Elettrica, l’area ospiterà così nuovi uffici e infrastrutture innovative e vedrà l'ulteriore implementazione del sistema museale, scientifico e congressuale della Città in un posto unico e versatile, perfettamente idoneo ad ospitare anche il nuovo Convention&Visitors Bureau.
"Le luci del Magazzino 26 si riaccendono, e lo fanno per non spegnersi più. Oltre ai già presenti contenitori culturali e congressuali, il sito si arricchisce anche del Convention&Visitors Bureau. La sua collocazione in Porto Vecchio è frutto della forte volontà di rendere questo luogo il vero centro di gravità permanente della rinascita culturale e turistica di Trieste” – ha detto l’assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi-.
Dando merito al Comune di Trieste e al sindaco Dipiazza per quanto si sta realizzando, l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini ha tra l’altro evidenziato come “Trieste diventa l’hub regionale in un territorio ad alta densità di centri di ricerca innovativi, start up, poli scientifici e universitari che lo rendono un polo ideale per far incontrare ricerca e innovazione, industria e creatività. E ciò avviene a Trieste non per caso, ma perché qui coesistono infrastrutture adeguate e moderne, una sensibilità storica nei confronti del turismo congressuale e una vocazione turistica 365 giorni all’anno. La scelta è quindi strategica e produrrà un elemento di innovazione di prodotto finalizzato al rafforzamento e al rilancio di tutta la destinazione. Abbiamo il vento in poppa, bisogna crederci, investire e guardare avanti con ottimismo”.
Un ottimismo ribadito dal sindaco Roberto Dipiazza che ha voluto sottolineare, dopo la confermata notizia di ieri degli ulteriori 40 milioni per il Porto Vecchio, come “si sta vivendo un momento straordinario, da cogliere, per essere pronti a ripartire tra i primi una volta superata la crisi pandemica. Anche con questo nuovo Trieste Convention&Visitors Bureau CVB possiamo offrire qualcosa di straordinario con dei numeri che saranno importanti”.
"Con l'innovativo Convention&Visitors Bureau Trieste diventa hub per il settore congressuale e turistico dell'intero Friuli Venezia Giulia. Questo avviene in un territorio, come quello triestino, ad alta densità di centri di ricerca, start up, poli scientifici e universitari che rendono questo territorio ideale per far incontrare ricerca e innovazione, industria e creatività".
Lo ha affermato questa mattina l'assessore al Turismo, Sergio Emidio Bini, durante la presentazione del nuovo Trieste Convention&Visitors Bureau nella sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio.
"Qui coesistono infrastrutture adeguate e moderne, una sensibilità storica nei confronti del turismo congressuale e una vocazione turistica 365 giorni all'anno. La scelta - ha precisato Bini - è quindi strategica e produrrà un elemento di innovazione di prodotto finalizzato al rafforzamento e al rilancio di tutto il comparto".
Grazie all'unione di intenti tra Regione Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, il Comune di Trieste, il Tavolo dell'Imposta di soggiorno e il coinvolgimento degli operatori locali in forma aggregata attraverso Terziaria, è nato quindi Trieste Convention&Visitors Bureau, il primo hub congressuale a livello regionale con un nuovo centro congressi di dimensioni e livello internazionali situato nel cuore del Porto Vecchio, una tra le più interessanti aree di recupero industriale in tutta Europa.
"Questa struttura - ha ricordato Bini - rappresenta il più grande auditorium del Nord Est d'Italia con 1.856 posti, a cui si aggiungono 5 ulteriori sale per una capienza complessiva di 2.770 posti e un'area espositiva di 5mila mq che si aggiunge alle sale alberghiere, istituzionali e dimore esistenti nel territorio circostante. Il Centro congressuale, che si sviluppa nei Magazzini 27 e 28, è la risposta alla richiesta sempre crescente di una sede che possa ospitare a Trieste eventi sostenibili ed innovativi, con un elevato numero di partecipanti e per diverse tipologie di eventi dai congressi nazionali e internazionali, ai meeting corporate, i summit, le fiere e le esposizioni, fino a concerti ed eventi sociali".
Nel corso della presentazione è stato ricordato che la pandemia ha interrotto un trend di crescita per il turismo in Friuli Venezia Giulia che nel 2019, per la prima volta, aveva portato oltre 9 milioni di presenze di visitatori sul territorio regionale.
"Prima del Covid abbiamo registrato una crescita importantissima. Molte località hanno registrato il tutto esaurito perché la nostra è una Regione ricca di eccellenze e visitabile in totale sicurezza. Inoltre - ha rimarcato l'assessore - gli imprenditori, anche stranieri, hanno continuato a investire su questo territorio che non ha nulla da invidiare ai più famosi centri internazionali".
"La Regione continuerà a investire con entusiasmo e convinzione in questo settore. Nel 2021 - ha annunciato Bini -, oltre ad un ulteriore scorrimento della graduatoria del bando 2019, sarà pubblicato un nuovo bando a valere sul Fondo Turismo finalizzato alla riqualificazione delle strutture alberghiere".
L'occasione è stata propizia anche per parlare delle esigenze turistiche più recenti. Con il cosiddetto "new normal" stanno emergendo infatti nuove sensibilità come il timore generalizzato per gli ambienti troppo affollati, l'attenzione alla sicurezza e all'igiene, una crescente sensibilità per le tematiche ambientali, più digitalizzazione e un fondo di incertezza che accompagna un desiderio latente di recuperare il "tempo perduto". Questi trend portano alla ricerca di destinazioni meno antropizzate e a modalità di scoperta attente al fattore natura, benessere, spazi aperti e sicurezza, da conoscere attraverso le piattaforme online.
Parallelamente all'offerta per il turismo legato al mondo degli affari, è diventato inoltre sempre più importante il cosiddetto turismo 'leisure' in linea con le attuali esigenze di mercato e la creazione di nuovi prodotti orientati all'aria aperta, alle vacanze slow, alla cultura, alla valorizzazione delle maestranze e delle eccellenze locali (artigianato, enogastronomia, storia, scienza, letteratura).
Durante la presentazione del Trieste Convention&Visitors Bureau è stato sottolineato che, oltre al turismo congressuale e a quello 'leisure', sia sempre più vincente la capacità di sviluppare i servizi per accogliere matrimoni nazionali e internazionali. A questo proposito PromoTurismoFVG ha già avviato un progetto dedicato alla sostenibilità a livello regionale che consentirà di offrire vacanze, congressi, matrimoni con minor impatto sull'ambiente, valorizzando le realtà locali.