Garante dei diritti FVG: “Sovraffollamento carceri al 151%, servono interventi urgenti”
La tutela dei minori stranieri non accompagnati, le condizioni delle carceri segnate dal persistente sovraffollamento, le criticità di Rems e Cpr, ma anche le attività istituzionali e il contrasto alle discriminazioni. Sono questi i principali temi al centro della relazione 2025 del Garante regionale dei diritti della persona, che ha fatto il punto sulle attività svolte nell'ultimo anno e sulle prospettive di intervento nell'audizione all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. "I dati riportati nella relazione annuale - ha osservato il Garante per i diritti della persona, Enrico Sbriglia - possono essere un termometro sociale che può essere utile al decisore politico". Il documento delinea un quadro articolato delle funzioni di tutela esercitate a favore di minori, persone private della libertà e soggetti a rischio discriminazione. "Il Garante esercita funzioni di garanzia per bambini, adolescenti, persone private della libertà e a rischio di discriminazione; promuove tutela, studio, cultura, formazione e collaborazione con enti e istituzioni; opera in collegamento con organismi regionali, nazionali e internazionali" - ha ricordato Sbriglia, sottolineando come "l'attività si sviluppi nei tre ambiti principali: minori, libertà personale e discriminazioni".
Durante l'audizione Sbriglia ha indicato che "particolare attenzione è stata dedicata ai minori stranieri non accompagnati. Nel 2025 sono state raccolte 25 nuove disponibilità di tutori volontari, mentre i partecipanti all'ultimo corso di formazione sono stati 29, portando a 214 il numero complessivo dei tutori formati dal 2017. Accanto a questo, sono proseguite le iniziative di sensibilizzazione e diffusione di materiali informativi, come i Quaderni dei diritti e i Vademecum, e l'accoglienza dei minori ucraini in regione". Sul fronte della tutela dei minori, "il Garante ha rafforzato la rete di collaborazioni attraverso protocolli di intesa, in particolare per la prevenzione di fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Tra questi, il protocollo con Unicef per la formazione dei tutori volontari e quelli dedicati al sistema di
tutela dei Msna e al contrasto dell'infanzia violata. Le attività si sono sviluppate anche grazie alla collaborazione con associazioni, scuole e forze dell'ordine, attraverso incontri e iniziative di sensibilizzazione".
"Rilevante - ha proseguito Sbriglia - anche l'impegno sul versante delle persone private della libertà, con visite e incontri negli istituti penitenziari di Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone e Tolmezzo. L'attività ha incluso colloqui con detenuti, operatori e dirigenti, anche in presenza dei Garanti comunali, oltre a momenti di confronto con il Provveditorato e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Le visite hanno riguardato anche le sezioni di alta sicurezza e detenuti in regime di 41 bis e semilibertà. Un monitoraggio che ha consentito di far emergere diverse criticità: problemi igienico-sanitari e strutturali, carenza di personale - in particolare di polizia penitenziaria - e la necessità di nuove strutture moderne e di soluzioni di housing sociale penitenziario".
Su tutte, però, pesa il dato del sovraffollamento. "Il sistema penitenziario italiano e del Friuli Venezia Giulia continua a soffrire di sovraffollamento, con tassi superiori al 120%, raggiungendo il 151,72% nelle carceri regionali, ha evidenziato Sbriglia. Al 31 dicembre 2025, i detenuti nelle 189 carceri italiane erano 63.499, a fronte di 51.277 posti disponibili, per un affollamento del 123,84%. Nei cinque istituti del Friuli Venezia Giulia, i detenuti erano 748 su 493 posti disponibili, con un tasso del 151,72%. Situazioni particolarmente critiche si registrano a Udine (190,53%) e Trieste (166,67%)". La relazione evidenzia inoltre "le criticità delle Rems (3 in
regione) e dei Cpr, strutture che presentano problematiche legate alla carenza di personale, alla sicurezza e alle condizioni di permanenza. Le Rems, che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari, mostrano fragilità soprattutto sotto il profilo organizzativo, mentre i Cpr risultano complessi da gestire anche per le criticità sanitarie e di convivenza".
Nel corso del 2025 è proseguita la collaborazione con i Garanti comunali e nazionali, con rapporti consolidati in particolare con Udine, Trieste e con la nuova Garante di Gradisca d'Isonzo. Costanti anche i contatti con la Magistratura di sorveglianza, "ritenuti fondamentali per migliorare il sistema penitenziario, così come il supporto alle richieste di trasferimento dei detenuti e il monitoraggio delle strutture". "Sul piano legislativo - ha osservato Sbriglia - non si registrano attività specifiche legate alla riforma Cartabia, né pareri su progetti di legge riguardanti infanzia e libertà personale. Sono stati invece espressi pareri favorevoli, con osservazioni, su provvedimenti relativi ai diritti delle persone con disabilità, degli anziani e contro le discriminazioni". Sul fronte delle discriminazioni, il Garante ha gestito 42
segnalazioni nel 2025, prevalentemente legate a disabilità (17 casi) e condizioni sociali (22), oltre a episodi connessi al luogo di residenza (2) ed etnia o razza (1). L'attività si è concentrata su assistenza, mediazione e promozione della cultura della parità di trattamento, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.
"Complessivamente - ha proseguito il Garante - nel 2025 sono state trattate 159 pratiche, in aumento rispetto alle 136 dell'anno precedente. Le segnalazioni hanno riguardato soprattutto ambiti giuridico-amministrativi, condizioni detentive e problematiche ambientali, confermando come le principali criticità restino legate al sovraffollamento, alla carenza di personale e alle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza, sia nelle carceri sia nei Cpr". Accanto all'attività di tutela, nella relazione si legge che "il Garante ha partecipato a convegni, incontri istituzionali e iniziative pubbliche, promuovendo la cultura dei diritti attraverso il sito web, i comunicati stampa e i media, oltre alla presenza in tavoli regionali e nazionali su politiche sociali e sicurezza. Ricorrenze come la Giornata dei diritti dell'infanzia hanno rappresentato ulteriori occasioni di sensibilizzazione".
In conclusione di relazione, Sbriglia ha evidenziato "la complessità del ruolo e la necessità di rafforzare le risorse a disposizione. Viene sottolineata l'importanza di figure con competenze specializzate, l'esigenza di ampliare l'organico, attualmente composto da quattro funzionari, e di potenziare la rete dei Garanti anche a livello comunale. Tra le priorità, infine, la necessità di intervenire tempestivamente sulle criticità per prevenire ricadute sociali e garantire una tutela effettiva dei diritti fondamentali".