Trieste prima in Italia per qualità della vita degli anziani: “Una città che sa ancora essere comunità”

Trieste prima in Italia per qualità della vita degli anziani: “Una città che sa ancora essere comunità”

Trieste si conferma al primo posto in Italia per qualità della vita degli anziani secondo l’indagine del Sole 24 Ore dedicata alle diverse fasce d’età. Un risultato che per Mirko Martini di Civica Idea Giuliana rappresenta molto più di una semplice graduatoria.

“C’è un dato che mi colpisce più degli altri nell’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per fasce d’età: Trieste è la provincia italiana dove gli anziani vivono meglio”, afferma Martini.

Secondo l’esponente politico cittadino, il risultato ottenuto dal territorio triestino riflette caratteristiche profonde della città, legate alla presenza di servizi, relazioni umane e senso di comunità.

“Non è soltanto una medaglia statistica. È il riflesso di una città che conserva ancora il valore della prossimità, dei servizi raggiungibili, delle relazioni umane e di quella rete sociale che, soprattutto nei momenti più difficili, fa la differenza tra sentirsi soli e sentirsi parte di una comunità”, sottolinea.

Una città che resiste ai cambiamenti sociali

Nel suo intervento, Martini evidenzia come l’indagine fotografi un Paese attraversato da profondi cambiamenti demografici e sociali.

“Nascano meno bambini, aumentano le persone sole, crescono le fragilità sociali e persino il disagio psicologico delle nuove generazioni”, osserva.

In questo contesto, Trieste riuscirebbe ancora a garantire agli anziani una buona qualità della vita grazie a una combinazione di servizi territoriali, dimensione urbana e rete sociale.

“Trieste emerge come una città capace di garantire qualità della vita agli anziani grazie ai servizi, alla dimensione urbana, alla sanità territoriale e a quel senso di comunità che ancora resiste”, afferma Martini.

“Non deve essere un punto d’arrivo”

Secondo l’esponente di Civica Idea Giuliana, però, il riconoscimento ottenuto dalla città non dovrebbe essere interpretato come un traguardo definitivo.

“Ma sarebbe un errore leggere questo risultato come un punto di arrivo. Deve invece essere uno stimolo”, evidenzia.

Martini sostiene infatti che una città moderna debba essere in grado di garantire qualità della vita a tutte le generazioni, non soltanto a una specifica fascia d’età.

“Una città davvero moderna non è quella che funziona soltanto per una fascia d’età, ma quella che riesce a tenere insieme generazioni diverse”, dichiara.

La sfida: giovani, famiglie e lavoro

Nel suo intervento, Martini individua anche le priorità sulle quali Trieste dovrebbe investire nei prossimi anni per diventare più attrattiva per giovani e famiglie.

“Se oggi Trieste viene riconosciuta come città a misura di anziano, domani deve diventare sempre di più una città attrattiva anche per i giovani e per le famiglie”, spiega.

Tra i temi indicati figurano lavoro qualificato, politiche abitative, innovazione, spazi di aggregazione, servizi educativi e sostegno alla natalità.

“Lavoro qualificato, politiche abitative, spazi di aggregazione, innovazione, servizi educativi e sostegno alla natalità devono essere la prossima sfida che stiamo cercando di portare avanti”, aggiunge.

“Chi si prende cura degli anziani ha memoria, chi investe sui giovani ha futuro”

La riflessione di Martini si conclude con un richiamo al valore dell’equilibrio tra memoria e prospettiva futura.

“Una città che si prende cura dei propri anziani dimostra di avere memoria. Una città che investe sui giovani dimostra di avere futuro e voler contribuire alla crescita del Paese”, afferma.

“Trieste deve continuare ad avere entrambe”, conclude l’esponente di Civica Idea Giuliana.