Piazza Libertà, il PD attacca: “il degrado sociale non si cancella rendendolo invisibile”

Piazza Libertà, il PD attacca: “il degrado sociale non si cancella rendendolo invisibile”

Dopo i recenti episodi avvenuti in piazza Libertà a Trieste, il Partito Democratico cittadino interviene chiedendo una riflessione politica più ampia sul tema della marginalità sociale, dell’abbandono e della gestione delle fragilità presenti sul territorio.

Secondo quanto dichiarato da Maria Luisa Paglia, segretaria del PD di Trieste, non sarebbe possibile costruire sicurezza senza affrontare in modo concreto il disagio sociale e psichico che coinvolge sempre più persone in città.

Paglia: “non bastano misure simboliche o repressive”
Nel comunicato diffuso dal partito, Maria Luisa Paglia sostiene che il problema non possa essere affrontato esclusivamente attraverso misure considerate simboliche o repressive.

“Non si costruisce sicurezza lasciando fragilità sociali e disagio psichico senza risposte”, afferma la segretaria dem, evidenziando la necessità di un approccio più strutturato e duraturo.

Secondo Paglia, il rischio sarebbe quello di limitarsi a spostare il problema da un luogo all’altro senza affrontarne realmente le cause profonde.

Cristiani: “situazione sempre più critica”
Sul tema interviene anche Stefano Cristiani, responsabile del forum immigrazione e accoglienza del PD, che richiama le difficoltà denunciate da tempo dalle associazioni impegnate nell’accoglienza e nel sostegno alle persone vulnerabili.

Cristiani parla di percorsi di inclusione insufficienti, mancanza di continuità nei progetti sociali e persone lasciate sole dopo situazioni traumatiche o condizioni di forte disagio.

“Le transenne non risolvono il problema”
Nel comunicato, Maria Luisa Paglia critica anche l’utilizzo di misure come le transenne nell’area di piazza Libertà, sostenendo che tali interventi possano soltanto allontanare temporaneamente il problema senza eliminarlo.

Secondo la segretaria del PD, il disagio finirebbe inevitabilmente per spostarsi in altre zone della città, generando nuove tensioni sociali e un senso diffuso di insicurezza.

L’appello a nuove politiche sociali
Il Partito Democratico chiede quindi un ritorno a politiche pubbliche fondate su inclusione, prevenzione e interventi sociali e sanitari strutturati.

Nel documento viene inoltre ricordato come Trieste sia stata in passato considerata un modello avanzato nel campo dell’innovazione sociale. Per il PD sarebbe quindi necessario tornare a investire su quella cultura dell’accoglienza e della presa in carico, sostenendo concretamente il lavoro delle realtà sociali attive sul territorio.