Tra passato e futuro, presentata la mostra "La Contrada: 50 anni e oltre"
È stata presentata alla stampa questa mattina, nella Sala Selva di Palazzo Gopcevich a Trieste, la mostra “La Contrada: 50 anni e oltre”, realizzata in occasione della ricorrenza dei primi cinquant’anni di storia della Contrada Teatro Stabile di Trieste. Alla conferenza stampa, introdotta dal responsabile di posizione organizzativa dei Musei Storici del Comune di Trieste, Stefano Bianchi, hanno preso parte il vicesindaco e assessore con delega ai Teatri, Serena Tonel, e Livia Amabilino, presidente e direttrice artistica della Contrada Teatro Stabile di Trieste. L’iniziativa, realizzata in co-organizzazione con il Comune di Trieste, Assessorato Politiche della Cultura e del Turismo, verrà inaugurata ufficialmente mercoledì 22 aprile alle ore 18 presso il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e sarà visitabile, ad ingresso gratuito, fino a settembre presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich da mercoledì a domenica, dalle ore 10.00 alle 18.00.
“Questi primi cinquant'anni del Teatro Stabile La Contrada – ha esordito il vicesindaco Tonel - sono stati caratterizzati da tradizione e innovazione. Va dato merito, con grande riconoscenza, a quelle figure, a partire da Orazio Bobbio, Livia Amabilino e Ariella Reggio, che hanno permesso alla Contrada di crescere in tutti questi decenni”. Il Vicesindaco ha poi lodato il lavoro fatto sul dialetto triestino: “La Contrada – ha concluso Serena Tonel - è un teatro che ha dato qualità in più all'offerta culturale triestina, inserendosi perfettamente nel tessuto culturale e sociale cittadino con grande slancio e con grandissimi risultati”. “Questa mostra - spiega la direttrice artistica e presidente della Contrada, Livia Amabilino - non racconta solo una storia artistica: è il racconto di un teatro che ha attraversato molte stagioni, alcune tempeste, diversi linguaggi e più generazioni, ma sempre mantenendosi fedele alle origini, un teatro popolare nel senso più nobile del termine. L'esposizione, che non è cronologica ma di prospettiva, cerca di proiettarci verso il futuro con ascolto e coraggio, pronti a parlare nuove lingue e a lasciarci cambiare, lasciando spazio a chi arriva di re-immaginare il teatro e – perché no - artisticamente il mondo.”
L'itinerario espositivo, a cura di Mario Bobbio e Andrea Stanisci, si articola in sezioni tematiche che ripercorrono l'attività de La Contrada: dalle origini dedicate al teatro ragazzi alla valorizzazione del patrimonio dialettale, fino al consolidamento come centro di produzione nazionale. La rassegna documenta le prestigiose collaborazioni con interpreti di chiara fama e l'apertura ai linguaggi contemporanei tramite le Residenze Artistiche. L'esposizione è arricchita da ledwall e totem interattivi che rendono fruibile un vasto archivio digitale composto da oltre 500 produzioni e 1500 documenti multimediali. Con le grafiche di Mario Bobbio e i video di Maurizio Bressan, e grazie alla collaborazione di Videoest e TV Capodistria, la mostra trasforma Palazzo Gopcevich in un piccolo palcoscenico aperto, dove la storia della Contrada si conferma essere, prima di tutto, una storia ancora in divenire.
L’allestimento, curato da Diego Fantoma e Nathan Vitta con le strutture di Bruno Guastini e Francesco Orrendo, alterna con sapienza la modernità digitale alla matericità del palcoscenico: il pubblico potrà infatti ammirare da vicino elementi scenografici, costumi originali e il verbale originale di costituzione della Compagnia. La mostra "La Contrada: 50 anni e oltre" è realizzata grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste, della Camera di Commercio di Trieste e Gorizia, della Regione Friuli Venezia Giulia, della Banca di Credito Cooperativo Venezia Giulia e del Ministero della Cultura.