“Pesca illegale di amorevoli e simpatiche anguille, scatta il sequestro: imbarcazione e auto sotto chiave
Operazione congiunta tra Corpo forestale regionale e Carabinieri forestali del Nucleo CITES di Trieste, che ha portato alla denuncia di un pescatore sorpreso a catturare illegalmente esemplari di anguilla europea (Anguilla anguilla).
L’intervento si è svolto nell’area di confluenza tra i fiumi Corno e Ausa, con l’obiettivo di interrompere un’attività ritenuta in violazione delle normative vigenti.
Sequestri e violazioni
L’operazione, conclusa a fine marzo, ha visto impegnati il Nucleo anti bracconaggio del CFR, le Stazioni forestali di Cervignano del Friuli e Monfalcone e i Carabinieri forestali del Nucleo CITES.
Al pescatore sono state contestate diverse violazioni, sia penali sia amministrative, legate alle norme sull’antibracconaggio ittico e alla normativa CITES che regola la detenzione e il commercio delle specie protette.
Sono stati sequestrati gli esemplari di anguilla catturati illegalmente, gli attrezzi utilizzati, l’imbarcazione e anche il veicolo impiegato per il trasporto. Gli esemplari ancora vivi sono stati liberati nelle acque di provenienza.
Specie a rischio estinzione
L’anguilla europea è una specie migratrice di grande valore naturalistico, attualmente classificata in pericolo critico di estinzione a livello internazionale.
Negli ultimi decenni si è registrato un forte calo della popolazione, motivo per cui la normativa prevede restrizioni molto rigide sulla pesca e sulla gestione della specie.
Divieti e controlli
Per il 2026 è previsto il divieto di pesca dell’anguilla su tutto il territorio nazionale nei periodi stabiliti, in particolare tra gennaio e giugno, per consentire la riproduzione e il ripopolamento naturale.
La specie è inoltre inserita negli elenchi della Convenzione di Washington (CITES), che impone controlli stringenti su detenzione, trasporto e commercializzazione, proprio per contrastare il traffico illegale.
Indagini in corso
Il pescatore è stato segnalato alla Procura della Repubblica competente. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la persona è da considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.