Incendi Carso, Trieste Green Peer Parliament: "Più prevenzione, tutela, attenzione all'ambiente e ricerca"
Introduzione
Una polveriera pronta ad accendersi: questo è il nostro Carso, dove non è stato già devastato dalle fiamme. Ma anche qui, dietro al fumo e al fuoco che lo sta distruggendo, c’è l'effetto serra che sta cambiando il Clima della Terra: aumento della temperatura, carenza di precipitazioni e siccità, aumento della velocità media dei venti, “bombe d’acqua” e di grandine, fiumi in secca o esondati, trombe d’aria e molte altre altre cause indirette Nel futuro la frequenza e l’intensità degli incendi forestali è destinata ad aumentare per conseguenza del fatto che si allungherà la stagione ad alto rischio e che questi eventi saranno più pericolosi, dando vita anche a incendi cosiddetti “estremi” o “mega-incendi”. Si stima che nel prossimo decennio nei Paesi Euromediterranei gli incendi potrebbero aumentare del 20-30%.
Le cause
A parte fenomeni naturali, quali i fulmini (solo il 4% in FVG nel 2020), a causare gli incendi c’è sempre l'azione dell’uomo. L'origine è spesso causata da piromani o criminali con l'intento di provocare danno a terzi o la gestione scorretta di pratiche agricole (bruciare stoppie e potature) o di attività ricreative (barbecue, mozziconi di sigaretta, fuochi pirotecnici…). Vi sono poi cause indirette, per la maggior parte conseguenze del Cambiamento Climatico: quali fattori meteorologici, geomorfologici, vegetazionali che hanno contribuito all’ aumento della temperatura dell’aria, dell’umidità relativa, della velocità media del vento, della siccità, da prolungata a estrema, rendendo la vegetazione morta e secca un potente combustibile mentre il vento intensifica la propagazione delle fiamme. Altre cause indirette sono legate al cambiamento socioeconomico: l’intensificata vicinanza urbano-boschiva che aumenta la probabilità di innesco di incendi e la possibilità di ingenti danni; l’aumento delle superfici abbandonate da pascoli e agricoltura con rimboschimenti spontanei delle aree precedentemente gestite rendendo il paesaggio rurale meno controllato rispetto al precedente mosaico di terreni coltivati, boschetti e boschi. L’aumento nel numero degli incendi è indissolubilmente riconducibile ad una scarsa educazione civica e ambientale e a controlli insufficienti da parte degli organi preposti dell’applicazione delle disposizioni emanate dai comuni durante il periodo critico degli incendi, quale la gestione dei rifiuti o delle aree incolte.
Quanto è costato?
Si può stimare il costo in due modi differenti, seppur strettamente collegati: l’impatto ambientale e quello economico. Secondo il World Economic Forum le emissioni di CO2 prodotte dagli incendi nel Mondo nel solo anno 2021 sono state equivalenti a 1,76 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (ovvero più del doppio delle emissioni annuali prodotte dell’intera Germania). A pesare sulle emissioni totali di un incendio non è però la sola attività di combustione, anche le operazioni di spegnimento hanno una loro incidenza: in un’ora un Canadair emette 2 tonnellate di CO2 ovvero il doppio di un elicottero. Per assorbire l'anidride carbonica totale generata da un’ora di operatività di un Canadair, 2 elicotteri e 8 autobottipompe dei Vigili del Fuoco, sarebbe necessaria un intero anno di fotosintesi prodotta da un ettaro di bosco che la trasformerebbe in ossigeno. Inoltre, una delle più grandi perdite è il quotidiano assorbimento di CO2 svolto dai 900 ettari di superficie persa, che dopo un anno lascerà nell’atmosfera qualcosa come 540 tonnellate di CO2 . Per quanto concerne le spese, ogni ora un elicottero costa 2mila euro e un Canadair almeno 6mila; devono poi essere prese in considerazione le spese legate al funzionamento della macchina del soccorso, straordinari dei Vigili del Fuoco e altre spese burocratiche. In media si stima un costo di circa 50 milioni di euro per un incendio che compromette 200 ettari di territorio. Significa che per gli incendi occorsi ai 900 ettari del nostro Carso 225 milioni di euro. Questa stima è legata, anche, ai danni che subiscono la rete idrica, elettrica e telefonica nonché ai danni eventualmente arrecati a edifici e abitazioni, ai capi di bestiame persi, e chiaramente ai costi del rimboschimento che si aggirerebbero intorno ai 18 milioni di euro.
Non sono trascurabili gli impatti degli incendi sulla salute pubblica: le complicanze più frequenti risultano essere ustioni, sindrome da distress respiratorio causato dall’inalazione di fumo e polveri sottili e l’inalazione di monossido di carbonio. L’assistenza a persone che hanno subito danni causati da incendi e inalazione di fumo e particolato richiede un notevole impiego di risorse, di personale e ambulanze che vengono necessariamente sottratte ai consueti bisogni di assistenza sanitaria sul territorio, causando ritardi negli interventi e impattando negativamente sull’erogazione della cura.
Decisioni politiche
La prevenzione ha un costo sicuramente inferiore e si dimostra più efficace delle vie d’emergenza sia dal punto di vista ambientale che economico. I quattro principi sui quali sviluppare la strategia per affrontare il problema degli incendi dovrebbero essere: prevenzione, ripristino, investimenti e coordinamento. La legge n. 353 del 21 novembre 2000 assegna alle regioni il compito di integrare la prevenzione in Piani Antincendio Boschivo da rivedere annualmente, così come a tutti i Parchi Naturali e le Riserve Naturali dello Stato.
La prevenzione sul campo
Le azioni di prevenzione si possono così riassumere:
● Selvicoltura preventiva selettiva per diminuire il carico di combustibile vegetale;
● Gestione agricola del paesaggio,
● Promozione di eventi educativi per responsabilizzare la cittadinanza
● Formazione di figure professionali dotate delle necessarie attrezzature e infrastrutture di supporto, per esempio guardie ecologiche volontarie e organizzazioni di protezione civile;
● Coinvolgimento delle comunità locali, specie quelle relative alle aree protette: esse infatti rivestono un ruolo cruciale nel proteggere se stesse e i boschi dagli incendi.
● Creazione e messa in atto di strategie di Monitoraggio dei rischi e degli incendi boschivi un esempio già in uso è il Sistema Europeo di Informazione sugli Incendi Boschivi (EFFIS) che tramite un monitoraggio continuo da satelliti fornisce un contributo essenziale alla riduzione del rischio incendi attraverso una piattaforma di dati, solide informazioni e buone pratiche per lotta, prevenzione e ripristino post- incendio.
● Ricerca scientifica.
Firmato da:
TRISTE GREEN PEER PARLIAMENT:
(nasce il Trieste Green Peer Parliament, che ha lo scopo di riunire Associazioni, Enti, Gruppi o affini legati dal medesimo principio di adottare azioni atte a mitigare il Cambiamento Climatico con l'obiettivo di promuovere la causa a livello nazionale, regionale e locale per persuadere le autorità pubbliche, le organizzazioni e le imprese ad agire e ad assumere impegni ambiziosi in materia di clima.)
(in ordine alfabetico)
● EMS-Energia e Mobilità Sostenibile Trieste
● Fridays For Future Trieste
● Greenpeace Trieste
● Legambiente Circolo Verdeazzurro Trieste
● Trieste Senza Sprechi
● WWF Trieste