Camber: “Su Porto Vecchio mix pubblico-privato”, Cimolino: “troppo fantasy e pochi risultati” (VIDEO)

Camber: “Su Porto Vecchio mix pubblico-privato”, Cimolino: “troppo fantasy e pochi risultati” (VIDEO)

Confronto serrato negli studi di Trieste Cafe tra Piero Camber, esponente di Forza Italia, e Tiziana Cimolino, coordinatrice regionale dei Verdi e componente di AVS, nella serata di martedì 31 marzo 2026. A condurre il faccia a faccia è stato Luca Marsi, in una puntata dal ritmo più rapido del solito per lasciare spazio alla partita della Nazionale, ma non per questo meno intensa nei contenuti.

Al centro del dibattito due temi principali: gli strascichi politici del post referendum e la lunga, complessa partita del Porto Vecchio di Trieste.

Camber: “Nel centrodestra cambiamenti diversi, ma il referendum è stato condotto male”

Il primo argomento affrontato è stato il clima politico dopo il referendum e i riflessi interni agli schieramenti. Camber ha distinto subito tra quanto accaduto nei diversi partiti del centrodestra.

Secondo l’esponente di Forza Italia, nel partito di Tajani il cambio al vertice del gruppo al Senato non va letto come una crisi politica simile a quella vissuta in altri contesti, ma come una scelta interna di rinnovamento che però, a suo giudizio, “al momento non ha portato grandi novità visibili”.

Più netta invece la sua valutazione sul referendum: “È stato condotto molto male, sia dal centrodestra sia dal centrosinistra. Non si è entrati davvero nel merito della riforma e alla fine è diventato un voto di appartenenza, più che di contenuto”.

Camber ha ribadito di condividere diversi aspetti della riforma, in particolare la separazione tra magistratura giudicante e requirente e l’idea di una Alta Corte disciplinare, ma ha riconosciuto che la comunicazione politica complessiva non ha funzionato.

Cimolino: “Il risultato ci conforta, nella destra si vedono movimenti e tensioni”

Dall’altra parte, Tiziana Cimolino ha letto il post referendum con una chiave diversa, sottolineando come il risultato abbia rafforzato l’area del no e dato un segnale politico preciso.

“Il risultato ci conforta e speriamo che chi ha votato se ne ricordi anche alle politiche”, ha affermato, osservando come dentro il centrodestra si stiano muovendo molte pedine, tra defezioni, spostamenti nel gruppo misto e tensioni interne.

Secondo Cimolino, il quadro della destra non è così compatto come appare e le future nomine, dalle comunali alle provinciali, fino alle possibili regionali, renderanno ancora più evidenti i nuovi equilibri. La coordinatrice dei Verdi ha citato anche il peso crescente dell’area legata al generale Vannacci, indicando in questo fermento un possibile fattore di instabilità per lo schieramento conservatore.

Camber: “La sinistra sul referendum si è mostrata unita, il centrodestra invece si è diviso”

Nel corso del botta e risposta, Camber ha anche riconosciuto un dato politico che, a suo dire, ha inciso molto: la maggiore compattezza del centrosinistra durante la campagna referendaria.

“Da quella parte si è fatta una campagna unitaria. Nel centrodestra, invece, ognuno è andato per conto proprio: Fratelli d’Italia da una parte, Forza Italia da un’altra, Lega per conto suo. Alla gente la divisione non piace”, ha detto.

Per Camber, l’avvicinarsi delle elezioni ha pesato molto: “Ognuno ha corso anche per posizionarsi in vista delle scadenze del 2027”. Pur ribadendo la solidità di Massimiliano Fedriga a livello regionale, l’ex consigliere ha sottolineato come a Trieste serva “subito, non domani, un’alternativa a Roberto Dipiazza”.

Porto Vecchio, Cimolino: “Tanti progetti, ma per ora sembra ancora fantasy”

Il secondo grande tema della serata è stato il futuro del Porto Vecchio. Tiziana Cimolino ha usato un’immagine molto netta per descrivere la situazione: “Siamo ancora nel fantasy porto”.

Per la coordinatrice dei Verdi, negli anni si sono susseguite molte idee, proposte e narrazioni, ma i risultati concreti restano limitati. Pur riconoscendo il tentativo dell’amministrazione di attivare l’area attraverso funzioni diverse, Cimolino ha detto chiaramente che oggi il Porto Vecchio “non fa ancora parte davvero della città”, restando in qualche modo una periferia interna.

Ha citato l’esperienza di Amburgo come esempio di riconversione realmente riuscita di aree portuali in spazi pienamente integrati con il tessuto urbano e ha insistito sulla necessità di un maggiore coinvolgimento della cittadinanza, delle associazioni e delle energie del territorio.

Camber: “Non è stato tempo perso, prima servivano sottoservizi, cablaggi e opere basilari”

Camber ha risposto difendendo il lavoro fatto finora, almeno sul piano strutturale. Secondo l’esponente di Forza Italia, molte opere realizzate non si vedono ma sono state indispensabili.

“Fare fognature, cablare la zona, sistemare i sottoservizi era necessario. Non è vero che non si sia fatto nulla”, ha affermato, ricordando anche quanto oggi l’area sia già frequentata da sportivi, residenti e turisti lungo la passeggiata sul mare.

Camber ha però espresso una perplessità netta sull’impostazione futura del progetto: secondo lui non si può lasciare un’area così vasta “solo ai privati”. Per questo ha chiesto un modello basato su un vero mix pubblico-privato, con un ruolo forte della parte pubblica nel definire indirizzi, funzioni e identità.

Ha poi indicato anche una criticità organizzativa: la necessità di avere una struttura di governo dell’area con persone davvero dedicate a tempo pieno, citando il gruppo Ursus come un organismo da rafforzare o riformulare con professionisti focalizzati solo su Porto Vecchio.

Ecologia, servizi e città futura

Nel finale del confronto, Cimolino ha insistito molto anche sull’aspetto ambientale, ricordando che un sito di quelle dimensioni e con quella storia deve essere progettato con un forte sguardo ecologico. Camber ha condiviso in parte questo approccio, richiamando l’importanza del viale alberato, della pista ciclabile e della sistemazione dei collegamenti ambientali e fognari come segni concreti di una pianificazione rispettosa.

Entrambi, pur partendo da posizioni diverse, hanno convenuto sul fatto che Porto Vecchio rappresenti una sfida enorme e che richieda una visione molto più strutturata, continuativa e credibile.

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