Uova di Pasqua, triestina lancia allarme prezzi: "Ovetto vale come rata del mutuo, e io come faccio?"

Foto di Anna Tarazevic pexels [...]

Uova di Pasqua, triestina lancia allarme prezzi: "Ovetto vale come rata del mutuo, e io come faccio?"

C'è chi a Pasqua si dedica alla spiritualità, chi al pranzo con i parenti e chi, come questa triestina, cade nel baratro esistenziale davanti alle uova di cioccolato. E non per la sorpresa all’interno, ma per un dettaglio ben più traumatico: il prezzo. O meglio, il concetto di prezzo.

Ma cos’è sta roba? Un uovo! E costa più di un weekend alle terme!” sbotta lei, tra sé e sé, in quello che potremmo definire uno sfogo mistico, una via di mezzo tra monologo teatrale e crisi mistica prenatalizia.

Secondo la triestina in questione, le uova pasquali sono ormai diventate un simbolo del caos moderno, una metafora avvolta nel cellophane. “Una volta si rideva quando si diceva che la Pasqua era diventata troppo consumistica. Adesso si piange. O si urla. O si rinuncia all’ovetto.

Ma non è semplice. Perché il senso di colpa è sempre in agguato. “Non puoi dire ‘quest’anno salto’. Perché poi arriva il figlio che ti guarda male, il compare che chiede dove sia la sorpresa, la zia che ti scruta come se avessi distrutto l’infanzia.

Un circolo vizioso. E anche un po’ crudele. “E allora basta. Basta tutto. Io quest’anno non lo compro. Giuro. Però… magari se lo trovo in sconto.

E il delirio continua, tra logica e disperazione. “Pasqua sì, uovo no. Almeno finché non mi torna la lucidità. Perché adesso mi sento derubata. E pure un po’ fessa.