Dal rifugio della storia alla pattumiera del presente: l’amara fine delle grotte del Carso (VIDEO)
Un tempo rifugio dell’uomo preistorico e degli animali selvatici, poi nascondiglio prezioso durante le guerre, le grotte del Carso hanno sempre custodito la storia. La Grotta del Bersaglio, ad esempio, fu teatro di un campo nella Prima Guerra Mondiale, simbolo di resistenza e sopravvivenza.
Con il Novecento, finite le guerre, questi luoghi sotterranei si trasformarono in spazi di incontro e di curiosità: c’era chi vi entrava per fumare lontano da sguardi indiscreti, chi per cercare intimità, chi per inseguire il fascino di rituali quasi pagani. Erano usi marginali, ma sempre rispettosi, che lasciavano intatto l’ambiente circostante.
Oggi, purtroppo, il quadro è ben diverso. Quando non vengono chiuse per motivi di sicurezza, molte grotte del Carso diventano discariche abusive: vi si trovano rifiuti di ogni tipo, coperte abbandonate, vestiti logori. Più che rifugi, assomigliano a tane di degrado, segni evidenti di un’incuria che va oltre la povertà individuale.
Non è corretto giustificare questo stato di cose soltanto come conseguenza di disgrazie personali: ciò che si manifesta è piuttosto lo specchio di una cultura collettiva che fatica a rispettare i luoghi che abita.
Il Carso continua a parlare, ma il suo messaggio non è più quello della memoria o della storia: è la fotografia di un presente che sembra aver smarrito il senso del rispetto per l’ambiente e per sé stesso.